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Ritardo pagamenti PA: serve compensazione certificata tra crediti e debiti

di Noemi Ricci

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Ritardo pagamenti dalla PA: la presidente Consiglio nazionale dell'Ordine dei Consulenti del lavoro, Marina Calderone, propone la compensazione certificata dei crediti da parte dei consulenti del lavoro per combattere la piaga che da sempre affossa le Pmi italiane.

Il ritardo nei pagamenti dalla PA e il cumulo dei debiti della Pubblica Amministrazione nei confronti delle imprese sono tra le piaghe peggiori che gravano sul sistema produttivo italiano, soprattutto a fronte della persistente crisi economica. E, nonostante sia in difetto, lo Stato non manca di chiedere alle imprese oneri come il DURC (Documento unico di regolarità contributiva), obbligatorio anche per ricevere il pagamento dei crediti accumulati con gli Enti pubblici.

Ma tale regolarità nel pagamento dei contributi previdenziali per molte, forse troppe, aziende risulta quasi impossibile a causa della mancanza di liquidità,  aggravata proprio dal ritardo nei pagamenti dalla PA. E stiamo parlando di un’attesa spesso di anni.

Compensazione certificata crediti e debiti

A dare un po’ di respiro agli imprenditori potrebbe essere la compensazione tra i crediti e i debiti accumulati con la Pubblica amministrazione, certificata dai consulenti del lavoro. Anche le liberalizzazioni potrebbero dare una notevole spinta all’economia del Paese.

La proposta Consulenti del lavoro

Per Marina Calderone, presidente Consiglio nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro, la compensazione certificata può essere un’utile soluzione per «tamponare il clamoroso buco dei debiti della Pubblica amministrazione accumulati nei confronti degli imprenditori».

Sarebbe altresì importante promuovere il lavoro etico, contro il lavoro nero, in base alle linee guida della Responsabilità sociale d’impresa, approvate dal Consiglio nazionale dell’Ordine e «intensificare gli sforzi sul fronte della semplificazione amministrativa» anche per rendere più chiara e semplice la lettura della busta paga, ma anche lavorare per ridurre il costo del lavoro e della burocrazia italiana e introdurre nuovi incentivi per il lavoro.

«Se su tutto questo non vi sarà intervento Governativo sarà impossibile ipotizzare la ripresa della nostra economia», ravvisa Calderone.