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Dichiarazione dei redditi tardiva, regole e sanzioni

di Barbara Weisz

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Per i contribuenti che presentano la dichiarazione dei redditi dopo la scadenza o devono correggere errori, per evitsare sanzioni devono ricorrere al 730 integrativo entro il 25 ottobre o al Modello Redditi entro il 31 ottobre.

Definitivamente scaduti i termini per presentare la dichiarazione dei redditi attraverso il modello 730, i contribuenti che si accorgono di aver commesso errori, oppure non hanno ancora provveduto, possono utilizzare il 730 integrativo oppure il modello Redditi.

La regola è la seguente: nel caso in cui ci siano correzioni da fare, si compila il 730 integrativo, se invece non è stata presentata la dichiarazione entro il 23 luglio, l’unica possibilità è quella di presentare il Modello Redditi. Le scadenze sono il 25 ottobre per il 730 integrativo e il 31 ottobre per il modello Redditi.

In realtà, non è sempre possibile presentare il 730 integrativo anche se bisogna solo correggere degli errori, dipende dall’impatto che questi hanno sull’imposta dovuta.

730 integrativo

Nel caso in cui il contribuente si sia dimenticato di indicare deduzioni o detrazioni spettanti, e in generale quando il risultato della correzione è una minore imposta o un maggior credito, può presentare il 730 integrativo.

Importante: l’adempimento va effettuato necessariamente attraverso un Caf o intermediario, anche se il 730 era stato originariamente presentato tramite il sostituto d’imposta oppure scegliendo la modalità fai da te del 730 compilato.

Modello Redditi

Nel caso di correzione a favore del contribuente è comunque possibile scegliere la strada del Modello Redditi. La differenza è che con il 730 la differenza dovuta arriva  in busta paga, mentre presentando il modello Unico viene versata dall’Agenzia delle Entrate, che in genere ha tempi più lunghi.

Il termine 2018 per la presentazione del Modello Redditi è la fine di ottobre. In base alle considerazioni sopra esposte, va utilizzato obbligatoriamente da parte dei ritardatari (che altrimenti rischiano le sanzioni per omessa dichiarazione) e da coloro che hanno commesso errori che comportano un maggior debito o un minor credito spettante.

In questo caso, il contribuente deve anche procedere al pagamento delle imposte dovute, utilizzando il modello F24. E’ possibile ricorrere al ravvedimento operoso, che fino al prossimo 20 agosto prevede una sanzione limitata allo 0,40%.

Sanzioni

Per quanto riguarda invece le sanzioni dovute nel caso di mancata presentazione della dichiarazione dei redditi, cambiano a seconda della casistica in cui ricade il contribuente.

Se ci sono delle imposte dovute, la sanzioni va dal 120 al 240%, oppure dal 60 al 120% se la dichiarazione viene presentata entro l’anno successivo. Se invece non ci sono imposte dovute, si paga una sanzione da 250 a mille euro, che scende da 150 a 500 euro nel caso in cui la dichiarazione si presenti entro il termine dell’anno successivo.