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Quanto costa Facebook alle aziende

di Noemi Ricci

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Pro e contro dell'accesso ai social network sul posto di lavoro: ecco come le PMI possono proteggere la sicurezza e la produttività aziendale.

Se da una parte recenti ricerche dimostrano una maggiore apertura delle aziende all’utilizzo dei social media da parte dei dipendenti, dall’altra ci sono degli studi che quantificano il costo dei social network per le imprese. Secondo una valutazione effettuata da GFI Software, la sicurezza informatica in azienda quando si consente l’utilizzo di social network come Facebook, comporta non pochi costi nascosti. Da una parte le imprese sono spinte verso il social, così da essere percepite come moderne e all’avanguardia. Il rovescio della medaglia può essere però un minor rendimento dei dipendenti ed una maggiore vulnerabilità da punto di vista dell’IT security. È però vero che inserire dei blocchi nella navigazione dei dipendenti verso i social network può generare malcontento e comunque l’ampia diffusione di smartphone e tablet, uniti al fenomeno del BYOD, rendono spesso inefficaci questi tipi di policy aziendali. GFI Software fornisce quindi alcuni suggerimenti nel Bylined dal titolo “Quanto costa Facebook ogni mese alla vostra azienda?” per riuscire a garantire la sicurezza aziendale ai tempi dei social network e per valutare l’impatto che ha l’uso di Facebook o degli altri siti “ricreativi” sul posto di lavoro.

Produttività

Dal punto di vista dell’impatto, quello maggiore si ha sulla produttività: secondo GFI Software «un utente che “controlla” per qualche minuto il proprio account personale o la posta, spesso si ritrova ad aver navigato per un’ora, dimenticando magari di richiamare un cliente. Navigando su Facebook o su qualsiasi altro Social Network, una vetrina di shopping online o un sito di notizie, è fin troppo facile perdersi nel web e perdere ore navigando invece di lavorare». E questo da punto di vista dell’azienda rappresenta una grave perdita, anche in termini di denaro.

Morale dipendenti

Anche il morale dei dipendenti ne risente: chi trascorre troppo tempo su Facebook può soffrire di disturbi dell’umore e addirittura di depressione (secondo uno studio pubblicato dall’Università del Michigan nel mese di Aprile 2013). Ad essere particolarmente deleterio è il confronto tra le proprie vite personali e quelle altrui, o allo stesso modo delle proprie strategie di marketing con quelle degli altri.

Internet filtering

Ci sono poi aspetti più tecnici, legati all’utilizzo della banda, che può causare dei rallentamenti, soprattutto se i dipendenti si collegano in streaming audio o anche video. L’azienda in questo può tutelarsi con delle soluzioni di Internet filtering, così da limitare gli accessi a determinati tipi di siti o applicazioni, senza eliminarli del tutto. Allo stesso modo risultano particolarmente utili i software di monitoraggio Internet, grazie ai quali limitare completamente gli accessi ai siti che violano le policy aziendali, gli accessi ai siti che fanno consumare troppa banda o troppo tempo, e proteggere gli utenti dal malware o da siti pericolosi contenenti download infetti. Una strategia che può rivelarsi altresì vincente può essere quella di limitare l’accesso ai cosiddetti siti ricreativi a determinate ore del giorno, così da lasciare libertà di azione ai propri dipendenti, e la possibilità di “staccare la spina”, senza subire impatti negativi sul business. GFI Software – società specializzata nello sviluppo di soluzioni IT di qualità dedicate alle PMI – propone per lo scopo GFI WebMonitor®, con la possibilità di effettuare una prova gratuita di 30 giorni del prodotto visitando questo link.

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