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Aumento IVA di un punto nel 2013: nel Decreto Spending review

di Barbara Weisz

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Spending review: aumento IVA di 1 punto a gennaio 2013 senza ulteriori scatti ma nessun blocco delle tariffe in bolletta, tagli alla Ricerca e alla Sanità pubblica e privata.

Spending review in dirittura d’arrivo: il Governo approverà il decreto entro metà luglio, con l’obiettivo di risparmiare una decina di miliardi e rinviare alleggerendo l’aumento IVA, che non scatterà più a ottobre del 2012 (come previsto dalla clausola di salvaguardia del Salva Italia), ma dal primo gennaio 2013 limitandosi ad  un punto percentuale in più invece di due.

Le aliquote IVA saliranno al 22% (dall’attuale 21%) e all’11% (dall’attuale 10%). Dovrebbe invece essere scongiurato il secondo aumento di mezzo punto che, sempre secondo il Salva Italia, sarebbe dovuto partire nel 2014.

Decreto Spending review

Smentita l’ipotesi di blocco tariffe (gas, luce, trasporti), sono invece numerosi i tagli nel decreto sulla spending review, in estrema sintesi:

  • Taglio organici pubblici (20% dirigenti e 10% altri dipendenti) attivando mobilità per due anni, accompagnamenti alla pensione e blocco del turn-over. Riguarderà da 100 a 300mila dipendenti pubblici con una stretta sulle consulenze.
  • Sospensione concorsi pubblici fino al 2016 compresi quelli per dirigenti.
  • Ferie e buoni pasto: tetto a 7 euro per i buoni pasto, obbligo di godimento di tutte le ferie, chiusura uffici pubblici nella settimana di Ferragosto e fra Natale e Capodanno, limiti ai permessi sindacali.
  • Auto blu: nel 2013 tetto di spesa a l +50% di quella 2011 (in pratica viene dimezzata).
  • Sanità: taglio di 3 mld per il Fondo Sanitario Nazionale (1 nel 2012 e 2 nel 2013), risparmi su farmaci e convenzioni, extra-sconto al SSN dai farmacisti, aumento del contributo delle aziende farmaceutiche al tetto di spesa, stretta sui contratti di fornitura delle ASL.
  • Enti locali: accorpamento Province, soppressione enti pubblici di ricerca scientifica e tagli sui trasferimenti agli Enti locali.

I decreti saranno due, con il secondo dedicato alla riorganizzazione delle province.

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