Prestiti e mutui alle PMI: richieste in lieve ripresa

di Francesca Vinciarelli

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Secondo il Barometro CRIF le imprese hanno ripreso a chiedere credito in prestito per portare a termine i propri investimenti: tutti i dati dell'utenza business.

Secondo quanto emerso dall’analisi del patrimonio informativo di EURISC, il Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF, le imprese avrebbero ripreso in mano gli strumenti finanziari, tornando a chiedere prestiti e mutui alle banche.

In particolare la crescita nel mese di aprile 2012 sarebbe del +5% rispetto al 2011, con un +1,5% nei primi 4 mesi dell’anno.

Il Barometro CRIF sulla domanda di credito da parte delle imprese italiane si basa su dati relativi a oltre 8 milioni di posizioni creditizie attribuite a utenti business.

Il trend positivo indica una una significativa inversione di tendenza a partire da dicembre 2011, che si conferma in questi primi mesi del 2012. La tendenza positiva si riscontra tanto tra le imprese individuali quanto tra le società.

Nel 2012 il 36% delle richieste è rientrato nella fascia fino a 5.000 Euro (nel IQ 2011 era il 45%); il 20,7% nella fascia tra 20 e 50.000 Euro  e il 18% tra 10 e 20.000 Euro, ). Le ultime due fasce risultano in crescita rispetto allo stesso periodo del 2011.

Un piccola ripresa ma senza boom, dunque, considerando ad esempio che rispetto allo stesso quadrimestre del 2012 la flessione è stata dello 0.75%, mentre rispetto al 2009 il divario è del -8.3%.

Dal punto di vista della tipologia di aziende, le imprese individuali e le società risultano sostanzialmente identiche in termini di richieste, mentre molto differenziata è la localizzazione geografica dei richiedenti.

Picchi in Sardegna (+15%), Liguria (+11%), Calabria (+11%) e Molise (+10%) e forti cali nel Lazio (-7%), nelle Marche (-6%), in Sicilia (-3%), in Puglia e Campania (-1%).

Investire significa avere fiducia nel futuro e, forse, aver superato le paure dettate dalla congiuntura economica globale.

“E’ estremamente difficile valutare la portata di questo dato – ha commentato Enrico Lodi, Direttore Generale Credit Bureau Services di CRIF – ma complessivamente può essere letto come la conferma dell’atteggiamento da parte delle imprese che guardano al mercato del credito con rinnovate aspettative, sia per finanziare i propri investimenti sia per ottenere le risorse necessarie a sostenere l’attività corrente in una fase, come questa, ancora caratterizzata da una diffusa incertezza”.