PMI italiane, le più deboli in Europa

di Francesca Vinciarelli

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Rapporto Moody’s sulla salute delle piccole e medie imprese europee: PMI italiane tra le più deboli d’Europa, pesano accesso al credito, burocrazia e pressione fiscale.

Le PMI italiane sono le più deboli d’Europa e mostrano peggioramento della performance, soprattutto per colpa della burocrazia e delle difficoltà di accesso al credito. È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’agenzia di rating internazionale Moody’s sulla salute delle piccole e medie imprese europee. Secondo il rapporto di Moody’s le più sane sono le PMI del Regno Unito e del Belgio, le quali mostrano le performance di credito più forti in Europa e risultano le più solide in caso di eventuali shock economici. Le peggiori sono in generale le PMI del sud Europa.

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Le piccole e medie imprese italiane mostrano un tasso di mortalità annuale superiore di un punto percentuale rispetto alle nascite e dal 2008, anno di inizio della crisi economica, ad oggi il tasso dei fallimenti delle PMI nel nostro Paese è stato il più alto d’Europa (8,5% contro 7,1% nel 2013). In più le nostre imprese sembrano mostrare una maggiore difficoltà ad uscire dallo stato di crisi, diversamente da quanto accade in alcuni Paesi come la Spagna dove le imprese stanno vivendo un momento di rinnovata vitalità.

Il nostro Paese sembra essere il meno ospitale per le imprese, nonostante proprio in Italia, più che in ogni altro Paese d’Europa, le PMI le rappresentino la maggior parte del valore aggiunto totale sull’economia nazionale (67,3%). Sulle nostre PMI pesano la difficoltà di accesso al credito, l’accumulo di sofferenze che continua a crescere, la burocrazia, la pressione fiscale e i ritardi nei pagamenti dalla PA.

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L’Italia è maglia nera per i crediti deteriorati, nonostante la leggera flessione nel 2015 del tasso di nuove sofferenze per le PMI (3,6%, contro il 3,9% del 2014). Nel complesso, considerando il rapporto tra nascite e fallimenti, Moody’s non registra grandi differenze tra Nord e Sud del Paese.

Secondo Moody’s il piano presentato dal Governo per risolvere il problema della grande quantità di crediti in sofferenza nel sistema bancario avrà un impatto limitato nel breve termine sulla ricostituzione dei bilanci delle banche. Si tratta, sottolinea l’agenzia di rating, di una misura che non riduce in modo significativo le sofferenze di quest’anno, ma si assisterà ad una riduzione graduale.

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