PIL, salari e fiducia imprese: Italia al palo

di Barbara Weisz

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Gli ultimi dati ISTAT e le stime Moody's sull'economia italiana scattano una fotografia drammatica: PIL al ribasso, retribuzioni insidiate dall'inflazione, fiducia delle imprese in flessione.

La crisi di Eurolandia pesa sulle prospettive economiche globali, con riflessi negativi anche sulle stime di Moody’s sulla crescita in Italia per il 2012-2013.
Né sono più incoraggianti i dati ISTAT sulle retribuzioni in luglio, che perdono ancora potere d’acquisto in quanto crescono meno dell’inflazione.
Infine, cala anche l’indice di fiducia delle imprese in agosto, in particolare nei settori Servizi, Commercio e Costruzioni.

PIL in calo, disoccupazione in aumento

Secondo Moody’s il PIL italiano nel 2012 sarà negativo fra il 2,5 e l’1,5%, mentre la contrazione sarà ridotta fra l’1% a un andamento piatto nel 2013. Stime al ribasso dovute alla «incertezza politica e finanziaria in Grecia e alle potenziali tensioni sul finanziamento in Spagna e Italia» che fanno «salire il rischio di un forte dissesto economico e finanziario con possibili riverberi a livello globale».

Alle fosche previsioni di crescita si uniscono le stime negative di Moody’s sulla disoccupazione, vista in crescita fra il 9,5% e il 10,5% nel 2012 e fra il 10 e l’11% nel 2013.

Inflazione vs. retribuzioni

I dati ISTAT confermano la grave congiuntura: le retribuzioni contrattuali in luglio restano ferme rispetto a giugno mentre su base annua, anche se salgono dell’1,5% resta il fatto che gli stipendi continuano a crescere meno dell’inflazione, il cui livello in luglio è al 3,1%.
Unico segnale positivo, la forbice fra salari e inflazione si riduce di 0,2 punti rispetto a giugno.

Fiducia imprese a picco

Lo scenario di crisi persistente non può che ripercuotersi sulla fiducia delle imprese, che in agosto registra una flessione (78,5 rispetto all’82 di luglio). Scende la fiducia delle imprese di Servizi (a 78,5 da 82), delle Costruzioni (a 82 dal precedente 83,8), del Commercio al dettaglio (scende da 77,5 a 74,7).

L’unico settore che presenta una lievissima ripresa della fiducia è quello della Manifattura, che sale a 87,2 dall’87,1 di luglio. Questo dato è anche sopra le attese del consensus degli analisti Reuters, che erano di 86,9.

Nel settore manifatturiero migliorano i giudizi sugli ordini, mentre le attese di produzione peggiorano leggermente e il saldo relativo ai giudizi sulle scorte di magazzino è stabile.

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