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Conti pubblici, UE: sì a flessibilità Italia

di Barbara Weisz

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I margini di flessibilità pari allo 0,85% del PIL utilizzati dall'Italia in Legge di Stabilità approvati definitivamente dalla UE: riesame a novembre per manovra 2017.

ue su def

Flessibilità di bilancio accordata: con la prossima manovra economica, la Legge di Stabilità 2017, l’Italia dovrà trovare 3 miliardi in più rispetto a quelli indicati nel DEF, il documento di economia e finanza, ma per quest’anno tutte le richieste relative ai conti pubblici e agli scostamenti di bilancio sono state accettate, e quindi la manovra 2016 è pienamente promossa da Bruxelles. Per quanto riguarda le stome 2017-2018, è prevista una revisione a novembre. E’ questa la decisione della Commissione Europea sui conti pubblici italiani, arrivato dopo una serrata trattativa che si è conclusa, fra il 16 e il 17 maggio, con uno scambio epistolare fra i commissari UE Valdis Dombrovskis, vicepresidente della commissione, e Pierre Moscovici, titolare degli Affari Economici e Monetari, e il ministro italiano dell’Economia, Pier Carlo Padoan.

=> Conti pubblici, il DEF 2016

In parole molto semplici, Bruxelles ha dato parere positivo sull’utilizzo, da parte dell’Italia, di un margine di flessibilità pari allo 0,85% del PIL inserito nella Legge di Stabilità 2016 per finanziare le misure per la crescita. L’unica richiesta di Bruxelles riguarda la manovra 2017: per rientrare pienamente nei margini di bilancio imposti dai trattati, l’Italia dovrà effettuare una correzione compresa fra lo 0,15 e lo 0,2% rispetto alle cifre previste dal DEF. Immediata la risposta del ministero Padoan, che assicura l’impegno del governo a rispettare le regole dell’Unione europea evitando una deviazione significativa dal patto di bilancio.

L’Unione Europea, per utilizzare le parole degli stesso commissari UE nella lettera a Padoan, sottolinea che «nessuno Stato ha chiesto o ricevuto niente di così vicino a questo livello di flessibilità». Ecco la quantificazione precisa degli spazi di bilancio riconosciuti all’Italia per finanziare le misure per la crescita contenute nella manovra 2016: 0,5% per le riforme economiche, 0,25% per gli investimenti in infrastrutture, 0,04% per i costi legati alla crisi dei rifugiati, 0,06% per l’emergenza sicurezza. In tutto, appunto, lo 0,85%. In soldoni, significa 13,6 miliardi.

=> Conti pubblici e Legge di Stabilità 2016

Anche la richiesta reltiva alla Legge di Stabilità 2017 è orientata alla flessibilità, non si chiede all’Italia di restare all’interno dei paletti originariamente fissati, che imporrebbero una correzione superiore allo 0,5% del pil sia nel 2017 sia nel 2018 (quindi, quattro punti in più rispetto allo 0,1% previsto dal def per il 2017). Lo scostamento misurato da Burxelles per il 2017 è, come detto, contenuto fra lo 0,15 e lo 0,2%. E comunque, si potrebbe aggiugere, riguarda la manovra del prossimo autunno, quindi si basa su un’ipotesi di scenario economico, non su dati certi relativi alla crescita.

Per quanto riguarda le raccomandazioni economiche agli altri Stati, margini di flessibilità sono stati concessi a Finlandia e Belgio, che come l’Italia sono considerati all’interno dei trattati. All’Italia, però, come detto verrà dedicato un nuovo report nel prossimo mese di novembre (alla luce, evidentemente, della manovra 2017, che viene presentata dal governo in ottobre). Sono invece state chieste correzioni a Spagna e Portogallo, con la Commissione che procederà a un nuovo riesame nel prossimo mese di luglio.

Fonti: raccomandazioni europee agli stati, lettera Ue all’Italia, risposta del MEF

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