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Artigianato alimentare Made in Italy: crescono produzione ed export

di Barbara Weisz

29 Maggio 2025 10:02

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Trend positivo per il Made in Italy, trainato dal Fod & Beverage: le proposte di Confartigianato per una strategia di crescita delle imprese di settore.

Alimentari e bevande si confermano tra i fiori all’occhiello del Made in Italy, con i dati relativi al primo trimestre del 2025 che segnano un aumento della produzione superiore a Germania, Francia e Spagna. Sono cresciute anche le esportazioni. Il rischio dei dazi USA preoccupa però il settore: l’export negli USA vale 7,7 miliardi di euro e da gennaio a marzo è cresciuto dell’11%; il timore è che le nuove barriere possano invertire la tendenza positiva.

I dati sono contenuti nell’Elaborazione Flash di Confartigianato I numeri chiave dell’artigianato alimentare, tra resilienza, qualità e sostenibilità.

Il Food & Beverage traina il Made in Italy

Nel primo trimestre 2025, a fronte di una flessione della produzione manifatturiera pari al 3,1% su base annua, il Food and Beverage ha segnato un rialzo dell’1,9%, facendo meglio di Germania (+1,5%), Spagna (+0,3%) e Francia, che invece è piatta. Nel 2024 la produzione è cresciuta del 2,1%, a fronte di una perdita della manifattura pari al 4,2%.

Bene anche l’export, che ha chiuso il 2024 a 58,7 miliardi di euro, una cifra pari al 2,7% del PIL. Nel primo trimestre 2025 è cresciuta del 5,5%, facendo meglio del +3,0% della media della manifattura e confermando il trend di crescita 2024 (+8,8%). Le Regioni più esportatrici sono Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Campania, Trentino-Alto Adige, Molise, Umbria e Friuli-Venezia Giulia.  Infine, l’occupazione: nel 2024 è cresciuta del 2,4% su base annua, facendo meglio della media Ue (+0,4%) e del +1,4% dell’occupazione totale in Italia.

Imprese artigiane ad un bivio

Le 64mila 365 imprese artigiane rappresentano il 19,8% del settore, che conta un totale di 204mila 789 unità, nel 97,6% dei casi micro e piccole realtà. Danno lavoro a 249mila addetti, il 13,8% degli impiegati nell’intero comparto.

Sono 328 i prodotti i prodotti agroalimentari italiani di qualità riconosciuti dall’Unione europea, 529 i vini DOC e IGT e 5mila 717 i prodotti agroalimentari tradizionali (PAT), caratterizzati da metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate nel tempo.

Le proposte di Confartigianato

«L’artigianato alimentare – sottolinea Marco Granelli, Presidente di Confartigianato – non è solo tradizione: è innovazione, cultura d’impresa e presidio economico delle comunità. Oggi chiede attenzione e strumenti adatti per crescere. È tempo di riconoscere all’artigianato il ruolo strategico che merita nelle prospettive della politica economica». L’associazione imprenditoriale propone una strategia a più livelli per rafforzare il comparto:

  • campagne di promozione del Made in Italy, anche attraverso nuove filiere locali;
  • fondo per l’innovazione dedicato alla qualità e alla sostenibilità delle produzioni;
  • revisione della normativa nazionale per semplificare e valorizzare il lavoro artigiano attraverso proposte specifiche, come il ddl “Pane”, per uniformare le regole sulla produzione e denominazione del pane fresco a tutela di artigiani;
  • una legge nazionale sul consumo sul posto, che permetta ai clienti di consumare nei locali di produzione, superando l’attuale frammentazione normativa;
  • estendere la possibilità di vendita ai locali immediatamente prossimi alla sede produttiva;
  • utilizzo dei dehors anche per le imprese artigiane: oggi questi spazi esterni sono riservati ai pubblici esercizi, la proposta è di prevederli anche per le imprese artigiane;
  • chiarezza sui beni accessori: riformulare la normativa per stabilire con criteri oggettivi la prevalenza dell’attività artigiana rispetto a quella commerciale.