Tratto dallo speciale:

Taglio pensioni PA: si salvano quelle di vecchiaia

di Barbara Weisz

Pubblicato 28 Novembre 2023
Aggiornato 29 Novembre 2023 09:21

Governo: ok a misure per evitare il taglio della pensione di vecchiaia dei dipendenti pubblici ex INPDAP, ma resta la penalità per chi esce in anticipo.

Il Governo si impegna a limitare il taglio alle pensioni dei dipendenti pubblici inserito in Manovra 2024: è quanto emerso durante il vertice con i sindacati di martedì 28 novembre, che segue quello di venerdì con i rappresentanti delle imprese.

L’obiettivo è condividere con le parti sociali le modifiche che il Governo Meloni si prepara a inserire nel maxi-emendamento sul ddl di bilancio, attualmente in commissione Bilancio al Senato. Di fondo, tuttavia, l’impianto della Manovra resta intatto e così gran parte dei tagli.

Pensioni PA: taglio per le uscite anticipate

Le modifiche promesse riguardano il taglio della quota retributiva delle pensioni future di specifiche categorie di dipendenti pubblici iscritti ad alcune gestioni ex INPDAP: medici e personale sanitario, dipendenti degli enti locali, maestri di nido, ufficiali giudiziari. Questi soggetti vengono penalizzati nel momento in cui hanno fino a 15 anni di contributi versati entro il 31 dicembre 1995. Per alcuni significa perdere fino a tre anni di contribuzione, con un taglio di oltre 3mila euro l’anno. Con un meccanismo subito in vigore assieme alla manovra, anche per chi fa domanda di pensione entro il 31 dicembre.

L’articolo 33 del ddl della Manovra 2024 al momento taglia la futura pensione di 732 mila lavoratori pubblici nei prossimi vent’anni. Tra questi 55.600 sono medici: una fetta modesta ma particolarmente agguerrita contro la misura.

Non è ancora certa la modifica in cantiere volta a limitare l’impatto del ricalcolo della quota retributiva della pensione mist per chi ha fino a 15 anni di versamenti prima del 1996. Il  Governo si è impegnato comunque a tutelare chi si ritira con la pensione di vecchiaia. E questo, in relazione a tutti i dipendenti interessati e non solo i medici, protagonisti delle più marcate proteste.

Probabilmente, si limiterà il taglio a chi va in pensione anticipata con sistema misto dal 2024, con una penalizzazione crescente con l’aumentare degli anni di anticipo rispetto al requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia.

Una delle ipotesi iniziali, avanzata dalla Lega, preveva di posticipare per tutti (di uno o due anni) l’entrata in vigore della nuova tabella con le aliquote di rendimento aggiornate, ma questa scelta produrrebbe una fuga verso la pensione di decine di migliaia di lavoratori pubblici, medici compresi, ragion per cui pare che sia stata scartata preferendo la soluzione “selettiva” ma immediata dell’applicazione del taglio alle sole pensioni anticipate a partire dal 2024.

Fumata nera sulla flessibilità in uscita

Nessuna apertura di Governo sulle altre richieste avanzate dai Sindacati e relative alle novità di riforma pensioni e flessibilità in uscita inserite in Manovra 2024: restano dunque i requisiti più stringenti per APE Sociale, Opzione Donna e Quota 103. «Continua a essere una Manovra sbagliata» sottolinea il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. Ancora: «le ragioni dello sciopero contro la Manovra sono confermate».

«Il Governo ha confermato l’impostazione della Manovra», aggiunge il ledaer Uil, Pierpaolo Bombardieri: «alla domanda se è vero o falso che fanno cassa sulle pensioni, non hanno risposto, come ci aspettavamo».

Luigi Sbarra, segretario generale Cisl, sottolinea che l’incontro ha rappresentato «un rilevante segno di attenzione e rispetto dopo le mobilitazioni e le manifestazioni di questi giorni», e spiega di aver presentato una serie di richieste al Governo sui correttivi alla Manovra 2024:

la disponibilità del Governo a sostenere la partecipazione dei lavoratori alle scelte e agli utili delle aziende, quale chiave di volta per rafforzare il sistema economico italiano attraverso un rinnovato rapporto tra imprese e lavoratori.