Riforma Fiscale entro marzo: tre aliquote IRPEF e riordino detrazioni fiscali

di Redazione PMI.it

Il Governo mette mano alla riforma fiscale: verso la riduzione a tre scaglioni e aliquote IRPEF, riordino agevolazioni, abolizione IRAP e restyling IVA.

SI delinea la riforma fiscale del Governo Meloni, che intende approvare la legge delega in Consiglio dei Ministri entro marzo. In vista c’è una nuova revisione degli scaglioni IRPEF con la riduzione a tre aliquote. Le novità sono state anticipate dal Viceministro Maurizio Leo, nel corso di un convegno dell’Associazione Nazionale dei Commercialisti.

Tra le altre anticipazioni, spiccano il cashback fiscale al posto delle detrazioni in dichiarazione dei redditi, l’introduzione del quoziente familiare come parametro di reddito nel più vasto quadro di riordino delle agevolazioni familiari, l’abolizione IRAP per le imprese, una possibile  riforma IVA.

Riforma Fiscale 2023: le misure in arrivo

La riforma fiscale, lo ricordiamo, era stata avviata dalla scorsa legislatura, con un ddl delega che non è riuscito a terminare l’iter parlamentare. L’unica parte entrata in vigore era stata la riforma delle aliquote IRPEF, che tuttavia il nuovo Governo vuole ulteriormente rimodulare.

In base alle anticipazioni, saranno dunque quattro i pilastri fondamentali della nuova Riforma del Fisco italiano.

  1. Principi: armonizzazione di norme e collegamento con la legislazione UE e internazionale, nonché una revisione dello Statuto dei Contribuenti.
  2. Tributi: revisione aliquote e scaglioni IRPEF, che a tendere si dovrà armonizzare con la flat tax; abolizione IRAP, possibile riforma IVA.
  3. Procedimenti: semplificazione sul fronte dichiarativo e sanzionatorio intervenendo su quattro procedimenti, ovvero dichiarazioni, accertamenti, riscossione e contenzioso tributario; per le imprese di minori dimensioni si pensa a un concordato preventivo biennale.
  4. Codice tributario: è l’ultima parte della riforma, che lavorerà sui testi unici.

Riforma aliquote e scaglioni IRPEF

Per quanto riguarda la riforma IRPEF, si pensa di intervenire sugli attuali scaglioni per ridurli e accorparli: 23% fino a 15mila euro; 25% per i redditi fra 15mila e 28mila euro; 35% da 28mila a 50mila euro; 43% per i redditi più alti.

Per il momento si tratta solo di ipotesi iniziali di dibattito, come precisa Leo.

I numeri li stiamo perfezionando e non mi sento di dare anticipazioni in questo senso.

Il punto è che l’obiettivo è quello di avvicinarsi il più possibile con la tassazione del lavoro dipendente a quella dei lavoratori autonomi, puntando sulla ratio della flat tax. Il meccanismo a cui l’esecutivo starebbe lavorando potrebbe dunue prevedere per il momento tre scaglioni d’imposta, “sintetizzati” nelle seguenti aliquote:

  • 23%
  • 27%
  • 43%

L’avvicinarsi alla tassa piatta è un target a lungo termine, ma l’idea è quella di partire con una riduzione a tre aliquote per poi ridurre ancora nel tempo, progressivamente. Il viceministro parla di:

arrivare ad un meccanismo sostanzialmente flat per tutte le categorie dei contribuenti.

Riforma delle agevolazioni

Fra le altre novità, ci sarebbe poi il riordino delle agevolazioni fiscali (detrazioni e deduzioni), la cosiddetta tax expenditure, che prevedibilmente andrà di pari passo con la revisione IRPEF e con l’introduzione del meccanismo del quoziente familiare: una sorta di “prova generale” su questo punto è rappresentata dal Superbonus villette, dove all’ISEE è stata sostituita una forma di quoziente familiare. In ogni caso, si tratta di un punto su cui non ci sono molti dettagli e per il quale è bene attendere che si definisca in modo ufficiale il perimetro d’azione della riforma.