Recessione, mini-ripresa dell’Italia

di Redazione PMI.it

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I dati ISTAT mostrano un inizio 2019 in lieve ripresa ma, nonostante l'entusiasmo del governo, c'è chi legge con occhio critico l'uscita dalla recessione.

A sorpresa l’economia italiana, e in generale quella europea, hanno mostrato timidi segnali di crescita ad inizio 2019: nel primo trimestre il PIL nell’Eurozona ha segnato +0,4%, nella UE +0,5% (dati Eurostat), in Italia +0,2% sul trimestre precedente e +0,1% rispetto allo stesso periodo 2018 (dati ISTAT). Il Governo esulta ma c’è chi legge i numeri in ottica più critica, con l’opposizione che attacca e gli analisti che parlano di stagnazione.

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I dati ISTAT

Per il nostro Paese si tratta della prima stima sul PIL, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, con il segno positivo, dopo due trimestri di contrazione del -0,1%. La variazione congiunturale del PIL è frutto degli incrementi del valore aggiunto sia nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, sia in quello dell’industria, sia in quello dei servizi. Dal lato della domanda, contribuisce negativamente la componente nazionale (al lordo delle scorte), mentre è positiva la componente estera netta.

La reazione del Governo

La lieve ripresa è stata sufficiente a far esultare il ministro dell’Economia Giovanni Tria, che dichiara:

L’Italia è fuori dalla recessione.

In un clima di cauto ottimismo, il dato del primo trimestre lascia intravedere che la previsione di crescita annuale (0,2% in termini reali) indicata nel DEF possa essere raggiunta e anche superata, se il contesto internazionale sarà moderatamente favorevole.

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Della stessa linea di pensiero, il premier Giuseppe Conte:

L’Italia torna a crescere.

Questo ci conforta sulla bontà della nostra politica economica in un contesto internazionale molto difficile e senza che siano ancora considerati gli effetti delle nuove misure adottate. Nel secondo semestre l’economia crescerà in modo consistente.

Luigi Di Maio:

PIL in linea con quello previsto nel DEF.

L’Italia fuori dalla recessione dimostra che la direzione intrapresa dal governo è quella giusta. Andiamo avanti come un treno verso il cambiamento. L’Italia oggi è capofila per produzione industriale con +0,8% contro -2% della Germania.

Matteo Salvini:

Subito flat tax per imprese, lavoratori e famiglie.

Come da contratto di governo, senza dubbi o ritardi. I dati positivi sul PIL, sul lavoro e sulla ripresa economica impongono al governo una doverosa e sostanziale riduzione delle tasse.

Le posizioni critiche

Roberto Gualtieri (Pd), presidente Commissione Affari Economici e Monetari all’Europarlamento:

L’ISTAT certifica che l’economia italiana è sostanzialmente ferma

I cantori del governo oggi festeggiano e celebrano un’uscita tecnica dalla recessione.

Renato Brunetta:

L’Italia resta il fanalino di coda dell’Europa per livello di crescita.

L’Italia è ferma, mentre il resto dell’Europa torna a crescere.

Tra coloro che invitano alla cautela leggendo senza troppo entusiasmo i dati ISTAT, c’è chi fa notare che la fiducia di consumatori e imprese si mostra in continuo calo, che nonostante gli ultimi segnali del mondo del lavoro siano abbastanza buoni e perlopiù concentrati su assunzioni a tempo indeterminato e determinato, oggi gli occupati restano sotto i livelli di un anno fa.

Fa pensare poi il dato ISTAT che parla di “contributo negativo della componente nazionale”, contro un maggior traino arrivato dall’export. Lo stesso Istituto di statistica segnala che l’ultimo anno si è caratterizzato come una fase di sostanziale ristagno del PIL, il cui livello risulta essere nel primo trimestre del 2019 pressoché invariato rispetto a quello di inizio del 2018.