Facebook in ufficio, amicizie obbligate?

di Alessandro Vinciarelli

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Utilizzare Facebook con i colleghi di lavoro potrebbe essere spiacevole. Un sondaggio dimostra come un dipendente su tre accetti controvoglia le richieste di amicizia da parte dei propri superiori

Facebook è il sito più visitato al mondo e la sua crescita sembra al momento inarrestabile. Anche nel contesto lavorativo non ha rivali e sempre di più viene utilizzato per aggiornarsi e scambiarsi informazioni.

Tuttavia, la presenza di contatti professionali sul proprio social network preferito potrebbe nascondere un lato spiacevole: le richieste di amicizia che si vorrebbero rifiutare ma che, per motivi di lavoro, si è costretti ad accogliere.

Uno studio di Robert Half ha analizzato le richieste d’amicizia su Facebook in ambito lavorativo su un campione di 2500 manager europei, di cui 240 italiani, chiedendo di valutarle su una scala di gradimento in funzione del mittente della richiesta.

Il risultato è stato che una percentuale che varia dal 15 al 36% di chi accetta una richiesta d’amicizia lo fa controvoglia. In particolare, se la richiesta proviene da un proprio superiore, solo il 64% accetta con piacere, mentre il 36% si sente costretto a non rifiutare per non compromettere il rapporto lavorativo.

Difficoltà anche quando a proporre un’amicizia è un soggetto appartenente ad una azienda cliente (30% di “scontenti”) oppure ad un fornitore (25%), probabilmente per la paura di esporsi eccessivamente a giudizi basati sulle proprie informazioni personali.

Diversa, infine, la situazione nel caso in cui la provenienza della richiesta sia un proprio collega di pari livello o sottoposto: nel primo caso solo il 15% si dichiara scontento, nel secondo il 19%.