Svimez: Sud, piccole imprese sopravvivono grazie al sommerso

di Noemi Ricci

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Secondo l'ultimo rapporto Svimez, anche prima della crisi le piccole imprese del Mezzogiorno ricorrevano al lavoro sommerso per mantenersi competitive sui mercati

Le difficoltà per le piccole imprese (accesso al credito e sopravvivenza sui mercati) non è solo il frutto della crisi economica: i problemi sono reali e di lunga data, tanto che le soluzioni – anche quelle poco “ortodosse” – sono radicate da anni: lo conferma l’ultimo studio di Svimez.

In controtendenza, nel biennio 2004-2006 le piccole aziende del Sud hanno retto meglio delle medio-grandi, mostrandosi più competitive e propense all’Export. Ma solo grazie al lavoro sommerso.

Il vero calo, invece, è stato quello numerico: ancora prima della recente crisi, le piccole imprese meridionali esportatrici si sono ridotte dal 49,5% del 2003 al 30,9% del 2006.

Quelle che sono riuscite a resistere, invece, hanno sperimentato un vero e proprio boom del fatturato esportato, per una crescita di circa il +14%.

Anche la produttività è cresciuta, più che al Centro-Nord, del +3,4% nel periodo 2004-2006, e anche l’impegno in attività di Ricerca e Sviluppo, passando dal 14% del 2003 al 43% del 2006, con una spesa a +2,2% e profitti a +3%.

Dunque, nonostante i limiti della struttura industriale meridionale dovuti alla mancanza di una rete integrata – che permetta come al Nord un diverso modo di fare impresa – nel periodo analizzato le piccole imprese del Sud (11-20 addetti) hanno tenuto bene dimostrando grande capacità di reazione. Peccato che tutto questo sia stato possibile non grazie alle politiche governative di sostegno ma solo grazie ad una maggiore commistione con l’economia sommersa

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