Fondi etici, questi sconosciuti

di Alessandro Vinciarelli

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Il potenziale di investimento dei fondi etici è ampio, ma solo il 7% delle aziende sa darne una definizione corretta. Ma quando si parla di finanza sociale e rispetto ambientale la consapevolezza è maggiore

I temi della responsabilità sociale e del rispetto ambientale sono da tempo entrati nel mondo d’impresa e della finanza in senso stretto. E ancor più in un Italia in recessione economica, la finanza etica potrebbe offrire un potenziale di crescita ancora oggi inespresso.

I risultati di una ricerca GN Research Indagine evidenziano come tra le aziende e i professionisti a conoscere i fondi etici sono solo il 35%, di cui appena il 7% è in grado di fornire una definizione corretta.

Dei rimanenti, il 28% dichiara – a fronte di una rapida illustrazione – di averne sentito parlare. E solo dopo aver preso visione del mercato e dei risultati ottenuti e ottenibili, oltre un quarto del campione conferma il suo interesse nei confronti di questa possibilità.

Tra i gestori di fondi di investimento etici si nota invece come le motivazioni trainanti siano state principalmente legate ad aspetti di tipo culturale (67%), seguite dal fattore di rendimento (15%) e dalla prudenza (10%).

Il trend di crescita è comunque positivo, registrando un +25% rispetto al 2008 e una raccolta di 36 milioni di euro nei primi mesi del 2009.

La necessità per il prossimo futuro rimane quindi l’informazione, tanto che per agevolare la diffusione della cultura di una concreta finanza eticala Banca Popolare di Milano ha presentato il seminario “I fondi etici, uno strumento di innovazione per una finanza responsabile” con l’obiettivo di esaminare le opportunità finanziarie focalizzate sulla fidelizzazione dei clienti e sui rendimenti degli investimenti.

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