Sud: credit crunch per il 25% delle cooperative

di Noemi Ricci

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La stretta creditizia per le imprese cooperative sta diventando tale da renderne difficoltosa la loro ripresa e l'uscita dalla crisi: il 25% si è vista rifiutare la richiesta di prestito

Le imprese cooperative del Sud stanno subendo pesantemente il cosidetto credit crunch, ovvero la stretta creditizia causata dall’attuale crisi economica: è l’allarme lanciato da Confcooperative presentando i numeri del 2009 alla 35esima assemblea annuale dell’associazione.

Il 25% delle cooperative del Mezzogiorno ha ricevuto un rifiuto di fronte alla domanda di credito, il 16,7% di quelle che è riuscito ad ottenere il credito ha ottenuto un importo inferiore a quello richiesto e il 42% delle cooperative ha ricevuto richieste di rientro.

Migliori le percentuali a livello nazionale: il 75,7% ha chiesto e ottenuto un prestito con l’importo richiesto, mentre il 13,5% si è trovato di fronte ad un rifiuto di finanziamento e il 10,8% ha ottenuto un importo inferiore.

Crescono i tempi medi di attesa per l’ottenimento di un prestito. Il 32,3% delle imprese coperative del sud dichiara che questi sono aumentati significativamente, nessuna ha segnalato invece alcuna diminuzione.

Crescono anche i tassi applicati sui nuovi prestiti, secondo il 29% delle coperative che ha richiesto un nuovo finanziamento, nonostante il taglio effettuato dall’Autorità monetaria,così come le garanzie richieste, secondo il 25,8%. Secondo il 6,5% la richiesta di garanzie darebbe invece diminuita, mentre per il 67,7% sarebbe rimasta invariata.

Nessuna ha segnalato un allentamento delle altre condizioni quali valuta e costo servizi, la maggioranza (78,6%) dichiara che non ci sono state variazioni significative. Sono diventate più onerose invece per il 21,4%.

Una situazione che oltre a limitare le politiche di sviluppo delle piccole e micro cooperative del Sud, rischia di comprometterne la ripresa e l’uscita dalla crisi.

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