Pensione Quota 100: che fine fa dopo la scadenza 2021?

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Filippo chiede

Con la Quota 100 prevista fino al 2021, qual è l’ultima data utile per la sua applicabilità? Volendola richiedere per fine 2021, rileva il momento della domanda o quello di risposta INPS (di solito molto tardiva)?

Barbara Weisz risponde

La domanda per la pensione Quota 100 può essere presentata in qualsiasi momento, una volta maturato il diritto. Quindi, se lei matura i requisiti previsti quando ancora è in vigore, può presentare la domanda anche successivamente, anche una volta terminata la sperimentazione del triennio 2019-2021.

Tecnicamente, si dice che il diritto si cristallizza. E quindi si può esercitare anche dal 2022 purché si siano maturati i requisiti entro il 2021. La legge che istituisce la Quota 100, ovvero il dl 4/2019 (articolo 14, comma 1) prevede infatti che il diritto conseguito entro il 31 dicembre 2021 possa «essere esercitato anche successivamente alla predetta data».

=> Quota 100: dopo il 2021 il diritto non decade

Quindi, per rispondere in base all’esempio da lei proposto, considerato che la Quota 100 resta in vigore fino alla fine del 2021 se lei matura il diritto entro questa stessa data può presentare domanda anche dopo il 31 dicembre. L’importante è che il diritto sia maturato entro questo termine. I tempi di risposta dell’Istituto di previdenza non rilevano, sempre che l’INPS certifichi il possesso di tutti i requisiti.

Altra storia è quel che il Governo deciderà di fare a fine anno: quasi nulle le possibilità di una proroga (ma è anche vero che l’accenno allo stop definitivo della Quota 100 di cui si leggeva nel testo del PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è stato stralciato, qualunque cosa questo voglia significare), ma all’orizzonte non vi sono neppure certezze di formule alternative (ad esempio la Quota 102) che permetterebbe di andare in pensione con requisiti simili, magari un po’ meno vantaggiosi ma più sostenibili per le casse dell’Istituto di previdenza.

Quel che è certo è che la Riforma Pensioni dovrà tornare in qualche modo sui tavoli di trattativa tra Ministero del Lavoro e Sindacati, per evitare il brusco scalone che dal primo gennaio 2022 imporrà come requisito anagrafico minimo per la pensione quello della Legge Fornero, ossia 67 anni di età (casi particolari a parte, come ad esempio la pensione dei quindicenni) oppure la Quota 41 dei Precoci.