Jobs Act: cassa integrazione per le piccole imprese

di Barbara Weisz

scritto il

Cassa integrazione estesa alle piccole imprese con almeno 5 dipendenti, cambia anche la contribuzione delle aziende: il decreto sugli ammortizzatori sociali attuativo del Jobs Act.

CIGS

Le PMI con almeno 5 dipendenti possono accedere alla cassa integrazione poiché il limite dimensionale per l’accesso alla prestazione è stato ridotto dal decreto “ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro” attuativo del Jobs Act e in vigore dal 24 settembre (Dlgs 148/2015). Vediamo dunque tutte le novità per le imprese, anche in materia di contribuzione.

=> Cassa Integrazione, riforma al via

CIG

Passa da 15 a 5 il tetto sopra il quale le PMI hanno diritto alla cassa integrazione, la cui durata è limitata a un massimo di 24 mesi, che possono arrivare a 36 (tre anni) se si applicano prima i contratti di solidarietà: è necessario apposito accordo aziendale, con paletti fissati dalla legge anche in materia di riduzione di orario durante la solidarietà (riduzione media del 60%, riduzione complessiva per ciascun lavoratore massima del 70%).

=> Decreti Jobs Act: cassa integrazione per le PMI

All’interno di questo impianto complessivo di riforma della cassa integrazione, l’ammortizzatore è concesso ai lavoratori dipendenti assunti da almeno 90 giorni, anche con contratto di apprendistato professionalizzante. Secondo le stime del Governo, la platea di aventi diritto alla cassa integrazione si amplia a 600mila imprese e 5,6 milioni di dipendenti. Il trattamento resta invariato, all’80% della retribuzione.

CIGS

Diventano più severi i paletti per concedere la CIGS (cassa integrazione straordinaria), con l’esclusione dal primo gennaio 2016 dei casi di cessazione attività o di un ramo di essa. Contemporaneamente, si semplificano e velocizzano le pratiche per accedere allo strumento da parte degli aventi diritto.

Contribuzione

Cambia il sistema dei contributi a carico delle imprese per finanziare la cassa ordinaria con un maggior peso per quelle che effettivamente utilizzano lo strumento. In pratica, fino a 50 dipendenti si paga l’1,7%, sopra tale soglia il 2% della retribuzione. Ci sono poi percentuali più alte per gli operai delle imprese edili (4,7%) e per lapidei (3,3%). Per la CIGS invece non cambia nulla: 0,9% della retribuzione (0,6%a carico dell’impresa e 0,3% del lavoratore). Contributo addizionale solo per imprese che ricorrono alla CIG: 9% fino a 52 settimane; 12% fra 52 e 104 settimane; 15% oltre le 104 settimane.

=> Il nuovo contratto di solidarietà difensiva

Infine, obbligo per tutte le PMI sopra i 5 dipendenti di iscrizione ai Fondi di Solidarietà Bilaterali nei settori che non sono coperti dalla normale copertura di integrazione salariale.