Elezioni: Reddito di Cittadinanza a un bivio, le proposte dei partiti

di Barbara Weisz

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Le scelte di voto influiranno sul destino del Reddito di Cittadinanza, tra sostenitori (M5S), riformisti (Centrosinistra) e abolizionisti (Centrodestra).

Il Centrodestra ne vuole l’abolizione, il Centrosinistra una revisione, il Movimento 5 Stelle il rafforzamento: sono le posizioni delle forze politiche sul Reddito di Cittadinanza, espresse nell’ambito dei programmi elettorali in vista del voto del prossimo 25 settembre. Tutti partono dalla considerazione che bisogna rinforzare le politiche attive per il lavoro, ma sulle soluzioni pratiche, ed in particolare sul RdC, le posizioni poi divergono.

Vediamo con precisione cosa prevedono i diversi programmi per le Elezioni Politiche 2022 su questo specifico punto.

Centrodestra: abolizione RdC

E’ la coalizione (Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati) più critica nei confronti del Reddito di Cittadinanza, ritenendo che lo strumento non abbia funzionato come misura per rientrare nel mondo del lavoro, mettendolo nero su bianco nel programma:

Sostituzione dell’attuale reddito di cittadinanza con misure più efficaci di inclusione sociale e di politiche attive di formazione e di inserimento nel mondo del lavoro.

La Lega ha formulato anche proposte “proprie” su possibili riforme del RdC: per chi è idoneo al lavoro trasformarlo in un ammortizzatore sociale finalizzato all’occupazione (formazione, tirocini, coinvolgimento aziende, agevolazioni fiscali); per chi non può lavorare mantenerlo ma rivedendo criteri di accesso, scala di equivalenza e importi.

Coalizione PD: revisione al “rialzo”

La coalizione di Centrosinistra che si riunisce intorno al PD (Verdi e Sinistra Italiana, + Europa, Di Maio), vuole invece proseguire sulla strada intrapresa con il RdC, introducendo però una serie di correttivi. Il programma fa specifico riferimento alla necessità di ricalibrarlo:

secondo le indicazioni elaborate dalla commissione Saraceno, a partire dall’ingiustificata penalizzazione delle famiglie numerose e/o con minori.

Il comitato scientifico sul RdC presieduto da Chiara Saraceno aveva formulato dieci proposte per migliorare lo strumento: correttivi a favore delle famiglie numerose, niente vincoli su importi e tempistiche di prelievo e spesa, estensione ampia per gli stranieri.

Il PD propone anche l’introduzione di un nuovo strumento, l’integrazione pubblica alla retribuzione (in-work benefit) in favore dei lavoratori e lavoratrici a basso reddito.

Calenda e Renzi: correttivi al “ribasso”

Sul Reddito di Cittadinanza anche questa coalizione punta a mantenere attivo lo strumento, ma in questo caso in senso restrittivo, proponendo ad esempio la perdita del diritto a chi rifiuta anche solo un’offerta di lavoro.

Movimento 5 Stelle: rafforzamento

Il Reddito di Cittadinanza è da sempre uno dei cavalli di battaglia del Movimento, la forza politica che sostanzialmente lo ha introdotto. Il programma prevede di mantenerlo e di rafforzarlo, attraverso “misure per rendere più efficiente il sistema delle politiche attive”. Il tutto, affiancandolo dal “monitoraggio delle misure antifrode”.

Cosa emerge dai programmi a confronto

Alla luce di quanto visto, si può dire che in area Centrosinistra non si rilevano divergenze profonde sul RdC, semmai si tratta di capire se essere più selettivi (Calenda-Renzi) o addirittura perfino più flessibili di adesso (PD & Co.), avvicinandosi di parecchio al potenziamento proposto dai 5 Stelle. Di segno opposto, invece, la proposta del Centrodestra che va in direzione della discontinuità rispetto all’attuale legislazione, ripensando completamente gli strumenti di sostegno al reddito e per le politiche attive.