Maternità e paternità INPS: operative le nuove tutele 2022

di Redazione PMI.it

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Istruzioni INPS per la maternità delle autonome il congedo per i lavoratori padri: circolare attuativa delle nuove misure in Manovra 2022.

Tre mesi in più di congedo di maternità per le lavoratrici autonome a basso reddito e dieci giorni di congedo obbligatorio di paternità: due novità in materia conciliazione famiglia lavoro previste dalla Legge di Bilancio 2022 e su cui interviene la circolare applicativa INPS 1/2022, con le prime istruzioni per l’utilizzo.

Tre mesi in più di congedo per le autonome

Il comma 239 della legge 234/2021, la manovra economica, introduce per le lavoratrici autonome con reddito fino a 8.145 euro, incrementato dell’indice ISTAT dei prezzi al consumo, (la not tax area in pratica), tre mesi in più di congedo di maternità. Questo periodo si aggiunge ai cinque mesi già attualmente previsti, previsti, portando a otto mesi la durata del congedo di maternità per le lavoratrici autonome.

Importante: i tre mesi in più scattano nel 2022. Per il diritto, anche il periodo precedente di congedo obbligatorio (i cinque mesi ordinari, deve essere iniziato dopo il primo gennaio 2022, oppure prima ma parzialmente ricadenti nel 2022. Se invece i cinque mesi di congedo sono scaduti prima del 31 dicembre 2021, non spettano gli ulteriori tre mesi di maternità.

Come si presenta la domanda

La domanda si presenta in modalità digitale, tramite il portale web, oppure utilizzando il contact center, chiamando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento, in base alla tariffa applicata dai diversi gestori), tramite i Patronati, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi.

Chi ne ha diritto

La prestazione spetta alle iscritte alla gestione separata INPS, alle gestioni autonome INPS, e alle libere professioniste iscritte alle casse private. Attenzione: ne ha diritto il padre, nei casi di morte o di grave infermità della madre, previsti dalle specifiche previsioni normative inserite nel dlgs 151/2001. E’ sempre richiesta la regolarità contributiva.

Regole in gestione separata

Ci sono istruzioni specifiche per gli iscritti alla gestione separata INPS, che possono utilizzare i congedi nel seguente modo:

  • iscritte alla gestione separata: nei tre mesi successivi al parto, nei quattro mesi successivi al parto in caso di flessibilità, nei cinque successivi in caso di fruizione esclusiva dopo il parto. Oppure dopo i giorni non goduti nel caso di parto prematuro o fortemente prematuro, che si aggiungono al periodo di maternità post partum.
  • Parasubordinate: tre mesi successivi al parto, quattro mesi successivi al parto in caso di flessibilità, cinque mesi in caso di fruizione esclusiva dopo il parto, sette mesi in caso di interdizione prorogata, giorni non goduti nel caso di parto prematuro o fortemente prematuro, che si aggiungono al periodo di maternità post partum.

Congedo di paternità a dieci giorni

Il comma 134 della legge 234/2021 ha reso strutturali e stabilizzato, a decorrere dal 2022, le disposizioni relative al congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti: dieci giorni obbligatori e uno facoltativo. In entrambi i casi, da utilizzare nei primi cinque mesi di vita dle figlio.

La domanda

Presentano domanda all’INPS i lavoratori per i quali il pagamento delle indennità è erogato direttamente dall’istituto, mentre, nel caso in cui le indennità siano anticipate dal datore di lavoro, i lavoratori devono comunicare al proprio datore di lavoro la fruizione del congedo di cui trattasi, senza necessità di presentare domanda all’Istituto. Le modalità di presentazione della domanda sono quelle già previste per il congedo di paternità, precisate nella circolare 40/2013.

Chi ne ha diritto

Il congedo obbligatorio è destinato ai lavoratori dipendenti, ed è un diritto autonomo del padre e, pertanto, è aggiuntivo a quello della madre e spetta comunque indipendentemente dal diritto della madre al congedo obbligatorio. Il congedo facoltativo, invece, non è un diritto autonomo, è fruibile previo accordo con la madre e in sua sostituzione, in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima. In pratica, la madre rinuncia a un giorno di maternità cedendolo al padre, che lo utilizza appunto come giorno di congedo facoltativo.