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Bonus baby sitter anche in smart working

di Redazione PMI.it

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Verso il bonus baby sitter anche per chi lavora in smart working con figli piccoli in DAD: le richieste e le anticipazioni, a margine del DL Sostegni.

La platea dei beneficiari del bonus baby sitter, previsto dal Decreto Covid 13 marzo per autonomi con figli conviventi in DAD (didattica a distanza) o quarantena, sarà ampliata per far fronte alle attuali limitazioni. Mentre non è chiaro se ci sarà un potenziamento anche del Congedo parentale Covid. Le prime anticipazioni le ha fornite la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti.

Abbiamo introdotto il voucher baby sitter per ora solo per alcune categorie, stanziando 290 milioni. Sto lavorando, per i prossimi provvedimenti, per allargare questa misura ai genitori che sono in smart working ma hanno i bambini piccoli e che quindi necessitano di un ulteriore aiuto.

Il bonus arriva fino a a 100 euro a settimana per pagare, tramite Libretto Famiglia o con anticipo diretto INPS, i servizi di baby sitting o i centri infanzia (senza compatibilità col bonus asilo nido) durante la DAD. Il Decreto 12 marzo lo limita ai seguenti beneficiari: iscritti alla gestione separata Inps, autonomi, personale comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per esigenze Covid, dipendenti settore sanitario pubblico e privato accreditato, medici, infermieri, tecnici di laboratorio biomedico, tecnici di radiologia medica, operatori sociosanitari, autonomi non iscritti INPS subordinatamente alla comunicazione da parte delle rispettive casse previdenziali del numero dei beneficiari.

Si tratta di uno strumento parallelo ai congedi parentali retribuiti al 50% riservati invece ai dipendenti (dai 14 ai 16 anni, invece, al congedo Covid si sostituisce un permesso con retribuito) che non possono attivare lo smart working (che resta lo strumento primario da attivare con la sospensione della didattica scolastica) e non hanno l’altro genitore convivente che usufruisce a sua volta di lavoro agile o congedo /bonus.

In generale, questi strumenti sono stati accolti con scetticismo perché ritenuti inidonei ed insufficienti, perché se è vero che sono retroattivi al primo gennaio e sono fruibili fino al 30 giugno per tutta la durata della DAD / quarantena, è anche vero che non coprono tutte le casistiche e prevedono forti limiti attuativi.

La prima estensione, a quanto dichiarato, sarà l’utilizzo dei bonus baby sitter anche le il genitore è in smart working ma soltanto se il figlio è molto piccolo e quindi non autonomo durante la DAD. Da capire se il riferimento è solo ai bambini che frequentano asili e scuole d’infanzia o anche quelle di primo grado. Non è neppure chiaro se questa estensione sarà riferita soltanto ai fruitori del bonus oppure anche ai dipendenti, che non potendo chiedere il congedo si troverebbero comunque a dover lavorare da casa seguendo al contempo la DAD del figlio piccolo.

Non si esclude che la sede di applicazione dei correttivi possa essere il tanto atteso Decreto Sostegni, a margine del quale alcune forze interne alla maggioranza hanno chiesto maggiore “attenzione alle famiglie, tenendo conto che le misure di sostegno incidono in maniera diversa sulle famiglie con figli, l’estensione del bonus babysitter a chi è in smart working e chiarezza su risorse per asili nido”.