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Reddito di Cittadinanza: compatibilità tra sussidi e FAQ

di Barbara Weisz

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Sul sito del Reddito di Cittadinanza c'è anche una sezione FAQ: ecco alcuni chiarimenti tra quelli forniti online ed altri punti che richiedono un approfondimento.

Sul sito ufficiale del Governo dedicato al reddito di cittadinanza c’è un’ampia sezione dedicata alle FAQ, con le risposte alle domande più frequenti organizzate per argomento. Alla sezione generale si accede dalla homepage, cliccando sull’apposita voce nel footer (a fondo pagina): ai chiarimenti sul RdC si accede da omonima voce di menu o da bottone a destra dello schermo “vai al reddito di cittadinanza“.

Le FAQ sono divise in quattro aree: Che cos’è il reddito di cittadinanza, Posso richiederlo? Cosa riceverò? Lavoro e inclusione. In particolare, spiccano una serie di precisazioni utili sui requisiti per la RDC CARD e la durata del beneficio.
Di seguito qualche esempio.

=> Reddito di Cittadinanza: guida rapida

Patrimonio e reddito

Come noto, ai fini del diritto al Reddito di Cittadinanza, il possesso della prima casa (abitazione principale) non preclude l’accesso alla prestazione, anche se il sussidio sarà di importo inferiore rispetto a chi vive in affitto. Meno nota è la possibilità di accedere al sussidio anche se se possiede una seconda casa (o quota parte): la legge prevede soltanto che il patrimonio immobiliare non superi i 30mila euro al netto della prima casa (che non rileva ai fini del tetto massimo).

Interessante anche la precisazione sul possesso di auto nuova: per avere diritto al reddito di cittadinanza non deve essere stata acquistata nei sei mesi precedenti, ma se l’acquisto riguarda una vettura usata non c’è incompatibilità. In ogni caso, nessun componente del nucleo familiare può avere un’auto immatricolata nei due anni precedenti superiore ai 1600 cc di cilindrata. Attenzione: non rilevano le auto destinate ai disabili.

Durata del RdC

Nella risposta alla domanda “Per quanto tempo riceverò il beneficio?”, c’è scritto che il Reddito di Cittadinanza dura continuativamente 18 mesi, successivamente ai quali è possibile un rinnovo, previa sospensione di un mese. In realtà, il testo di legge non mette limiti al numero dei rinnovi. La formulazione è la seguente (articolo 3, comma 6):

il Rdc può essere rinnovato, previa sospensione dell’erogazione del medesimo per un periodo di un mese prima di ciascun rinnovo».

Resta da capire se l’errore sia nella risposta fornita o nella formulazione della legge rispetto a quanto avrebbe voluto esprimere il Legislatore.
Come conferma anche il sito, ricordiamo che la sospensione di un mese prima del rinnovo non è prevista nel caso di Pensione di cittadinanza. Per approfondimenti, ecco il link diretto alla sezione FAQ RdC

Compatibilità tra sussidi

Ci sono casistiche non trattate nelle FAQ e che meriterebbero un chiarimento tramite provvedimenti di prassi. E’ il caso della compatibilità tra sussidi e della loro occorrenza ai fini della soglia di reddito.

In linea generale, i bonus e i trattamenti assistenziali già percepiti che necessitano di un requisito di reddito e gli ammortizzatori sociali sono forme di sostegno al reddito al quale il RdC si dovrebbe andare a integrare, e dunque dovrebbero rilevare ai fini della soglia reddituale. Stessa cosa per i sussidi del Comune, come l’assegno di maternità o gli assegni familiari.

Sul caso NASpI, il manuale INPS su RdC e PdC recita testualmente:

Il nucleo familiare può percepire il Reddito o la Pensione di cittadinanza anche qualora tutti i suoi componenti siano percettori di NASPI.

Non viene specificato, tuttavia, se fruizione della NASpI intacchi l’importo del Reddito di Cittadinanza.

Ci sono bonus che restano esclusi dal computo del reddito minimo. Come il premio alla nascita o il bonus bebè. I sussidi si andranno poi a sommare (senza tagli al RdC) in caso di rimborsi, sconti tariffari, rette (es.: bonus asilo nido), agevolazioni tributarie, buoni servizio e prestazioni per disabili. Per loro, il RdC si somma all’indennità di accompagnamento, che non rileva ai fini della soglia di reddito.

Reddito di Inclusione

Ricordiamo che dal 1° marzo 2019, il reddito di inclusione (REI) non potrà essere più richiesto e da aprile non sarà più riconosciuto né rinnovato, in quando viene assorbito dal RdC, ma non è un processo automatico. Le famiglie beneficiarie potranno continuare a percepirlo fino a naturale scadenza (massimo 18 mesi) oppure fare domanda del nuovo sussidio, anche se su questo punto non sono stati ancora forniti chiarimenti.