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Opzione Donna, i requisiti

di Barbara Weisz

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Riforma Pensioni, si parte con l'Opzione Donna: in attesa della proroga 2018 ecco come funziona oggi la maturazione del requisito e quando scatta la decorrenza della pensione.

In attesa di conoscere le misure 2018 del nuovo Governo Conte sulla promessa proroga dell’Opzione Donna – uno dei capitoli più discussi anche nella Riforma Pensioni inserita in Legge di Stabilità 2017 –  vediamo come funziona ad oggi questa formula di pensione anticipata (con penalità) e chi sono le lavoratrici ammesse, che dal punto di vista del requisito anagrafico, come limite temporale si estende fino a quelle nate nell’ultimo trimestre degli anni 1957 o 1958.

L’Opzione Donna, come è noto, è una forma di pensione anticipata per le sole lavoratrici, che consente di ritirarsi con 35 anni di contributi e un requisito di età che per le dipendenti è pari a 57 anni e sale a 58 anni per le autonome, accettando però un calcolo interamente contributivo della pensione.

La novità 2017 rispetto alla precedente normativa, che in virtù dell’applicazione delle aspettative di vita lasciava fuori le lavoratrici nate negli ultimi mesi dell’anno, è contenuta nel comma 222 della Legge di Bilancio dello scorso anno, che ha esteso l’Opzione Donna (introdotta con l’articolo 1, comma 9, legge 243/2004):

«alle lavoratrici che non hanno maturato entro il 31 dicembre 2015 i requisiti previsti per effetto degli incrementi della speranza di vita».

Attenzione: per accedere all’Opzione Donna, bisogna calcolare anche l’aspettativa di vita (lo prevede espressamente il successivo comma 223 della manovra).

=> Opzione Donna senza cumulo contributi

Però, non è necessario (come prima) che la maturazione del requisito sia avvenuta entro il dicembre 2015. Le lavoratrici che erano rimaste fuori dall’Opzione Donna per effetto di questo limitazione, dunque, possono invece accedere alla prestazione.

Ricordiamo che per la decorrenza della pensione la lavoratrice dovrà aspettare i termini previsti dalla finestra mobile (che pure si applica), pari a 12 mesi per le dipendenti e 18 mesi per le autonome.

Per il 2018-2019 è prevista una nuova estensione dell’opzione, in più vasto quadro di Riforma Pensioni che vede protagoniste anche le due formule quota 100 e pensione anticipata con 41 anni di contributi.

Si tratta di misure costose. Per portarle a termine dovrà essere quasi certamente abolita l’APe Sociale.