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Riforma Pensioni, il testo approvato

di Barbara Weisz

Pubblicato 28 Novembre 2016
Aggiornato 31 Gennaio 2017 10:47

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Ampliamento Opzione Donna e ottava salvaguardia esodati, cumulo contributi gratuito anche per le casse dei professionisti, APE compatibile con lavoro autonomo: la Riforma Pensioni approvata alla Camera.

Estensione Opzione Donna, aumento platea ottava salvaguardia esodati, cumulo contributi gratuito anche per le casse previdenziali dei professionisti: sono le novità fondamentali previste dalla Riforma Pensioni in Legge di Bilancio 2017 approvata dalla commissione della Camera, con voto finale dell’aula di Montecitorio il 28 novembre.

Per quanto riguarda le norme relative all’anticipo pensionistico APE, impianto sostanzialmente invariato con alcune modifiche, fra cui la compatibilità dell’APE sociale con redditi da lavoro autonomo entro determinati paletti e l’inserimento di una clausola che prevede una relazione del Governo che indichi elementi per stabilire la proroga eventuale questa forma di pensione anticipata dopo il 2018. Vediamo tutto.

=> Riforma Pensioni, le misure del ddl del governo

Opzione Donna

Estesa la pensione anticipata alle lavoratrici nate nell’ultimo trimestre dl 1958, a condizione che abbiano maturato i 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2015. Significa che il requisito per andare in pensione con l’Opzione Donna è il seguente: 57 o 58 anni di età (rispettivamente per dipendenti e autonome) e 35 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre 2015. Ecco l’esatta formulazione della norma approvata:

l’opzione donna è estesa alle lavoratrici che non hanno maturato entro il 31 dicembre 2015 i requisiti previsti dalla stessa disposizioni previsti per effetto degli incrementi delle speranze di vita di cui all’articolo 12 del decreto legge 78/2010.

Questo, per quanto riguarda la maturazione del requisito. L’accesso al trattamento pensionistico, però, deve tenere conto dell’adeguamento alle speranze di vita, attualmente pari a sei mesi (3 mesi scattati nel 2013 e quattro mesi nel 2016). Quindi, per le lavoratrici nate nell’ultimo trimestre dell’anno, l’esercizio dell’Opzione Donna è possibile fino al 31 luglio 2016. Poi, tenendo conto delle finestre mobili, la pensione vera e propria arriverà dopo 12 mesi per le dipendenti e 18 mesi per le autonome.

Esempio: lavoratrice dipendente nata nel dicembre del 1958. Matura il diritto alla pensione dal luglio 2016, sempre che al 31 dicembre 2015 abbia 35 anni di contributi versati. Decorrenza della pensione, primo agosto 2017.

=> Esodati e Opzione Donna: estesa la platea

Ottava salvaguardia esodati

Il numero di esodati salvaguardati sale a 30mila 700 (dai precedenti 27mila 700). Aumentano in particolare, da 8mila a 11mila i lavoratori collocati in mobilità entro il 31 dicembre 2011, per effetto dello spostamento della data di cessazione dell’attività lavorativa al dicembre 2014 (prima, era il dicembre 2012). Spesa incrementata di 161 milioni di euro, che arrivano dal Fondo per interventi strutturali di politica economica.

=> Stabilità 2017: ottava salvaguardia esodati

Cumulo contributi professionisti

Sono stati inseriti fra gli aventi diritto al nuovo cumulo gratuito dei contributi anche i professionisti iscritti agli ordini. Il cumulo dei contributi, lo ricordiamo prevede la possibilità di raggiungere non solo la pensione di vecchiaia, ma anche quella di anzianità, sommando i periodi di versamenti presso gestioni previdenziali diverse, effettuando un calcolo pro quota in base alle regole di ciascuna gestione.

APE

L’anticipo pensionistico APE resta invariato: destinato a lavoratori con almeno 63 anni, consiste in un anticipo sulla pensione, erogato dall’INPS ma finanziato dal sistema bancario, che viene poi restituito con rate ventennali nel momento in cui si matura l’assegno previdenziale vero e proprio. Nel caso di ristrutturazioni aziendali, il trattamento è finanziato dall’impresa, mentre ci sono una serie di casi  in cui è carico del sistema pubblico (APE sociale): disoccupati di lunga durata, lavoratori che assistono una parente con grande handicap, riduzione della capacitò lavorativa pari almeno al 74%, lavori usuranti).

Sul fronte dell’APE sociale, è stata abbassata la compatibilità dell’APE con un reddito da lavoro autonomo fino a 4mila 800 euro annui (nella precedente formulazione, era prevista  la compatibilità fino a 8mila euro annui, che resta la soglia per il lavoro dipendente). Altra modifica: sia per l’anticipo pensionistico APE, sia per la RITA (rendita integrativa temporanea anticipata delle forme di previdenza complementare), è previsto che il Governo, entro il 10 settembre 2018, trasmetta una relazione dando conto dei risultati relativi alla sperimentazione per formulare proposte sull’eventuale prosecuzione.

Altre novità

Ci sono poi una serie di nuove norme per il rifinanziamento delle pensioni anticipate dei giornalisti di imprese editoriali in crisi, per le pensioni di inabilità relative ad alcune patologie. Restano sostanzialmente invariate le norme relative all’estensione della no tax area pensionati, potenziamento della 14esima mensilità, pensione anticipata lavori usuranti e precoci.

approvato alla Camera