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Anche le Rinnovabili hanno i loro Esodati

di Francesca Vinciarelli

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Anche il settore delle Rinnovabili rischia di generare una sorta di esodati: a rischio il posto per 200mila installatori di impianti fotovoltaici.

In arrivo una ondata di estromissioni dal lavoro (quasi una sorta di Esodati), nel settore delle Rinnovabili: questo l’allarme lanciato da Confartigianato, CNA e Casartigiani.

La colpa è del decreto legislativo 28/2011 che entrerà in vigore dal 1° agosto 2013 introducendo l’obbligo per gli installatori di impianti da fonti rinnovabili (fotovoltaici, solari termici, a biomassa, pompe di calore e geotermia) di avere un’apposita abilitazione.

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Abilitazione che circa 200mila installatori non hanno, perché finora la legge 37/2008 consentiva loro di operare anche avendo alle spalle la sola scuola dell’obbligo.

Migliaia di lavoratori che rischiano di diventare una sorta di esodati, nonostante la comprovata esperienza nel settore, spesso anche di 10 o 20 anni.

Una estromissione dal mercato delle Rinnovabili di un così grande numero di piccoli installatori potrebbe tagliare fuori molte piccole imprese (circa 80mila), lasciando libera la via alla concorrenza, o meglio alle grandi aziende che hanno una divisione dedicata all’installazione degli impianti rinnovabili.

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È evidente, secondo il Presidente degli impiantisti della CNA Carmine Battipaglia, «la lesione del principio comunitario di tutela della concorrenza che una tale disciplina comporta in riferimento al problema dell’esclusione dei Responsabili Tecnici dalla possibilità di continuare ad operare nel settore delle rinnovabili. Una simile artificiosa, drastica riduzione del numero dei concorrenti nel mercato non potrà che determinare il sorgere o il consolidarsi di posizioni dominanti. È una situazione kafkiana dai dubbi profili costituzionali, che certamente lede il principio di libera concorrenza tra imprese e che faremo di tutto per modificare».

Gli Impiantisti di Confartigianato, Cna e Casartigiani, che già da tempo hanno evidenziato il problema, chiedono ora al Governo di modificare il decreto legislativo 28/2011 per concedere agli operatori con esperienza maturata sul campo, ovvero con una qualificazione professionale acquisita, la possibilità di continuare a lavorare nel campo delle rinnovabili.

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«Cambiare il decreto legislativo 28/2011 che nega agli impiantisti il diritto di lavorare», spiega Giovanni Barzaghi, Presidente di Confartigianato Impianti, è cruciale «soprattutto nell’attuale momento di crisi», perché «una norma come questa si abbatte come una mannaia sulle imprese e sui lavoratori. Tutto il contrario di quanto servirebbe sia per favorire l’occupazione sia per contribuire a sviluppare il settore delle energie rinnovabili».