Tratto dallo speciale:

Rinnovabili: appello degli imprenditori al Governo

di Francesca Vinciarelli

scritto il

L'appello al Governo degli imprenditori delle Rinnovabili: serve certezza e la regolarizzazione immediata del settore. Le motivazioni.

Tra le priorità e le emergenze individuate dal governo Letta poco spazio è stato lasciato al settore delle Rinnovabili, ancora pesantemente penalizzato dalle modifiche dei vai Conti Energia.

=>Approfondisci la normativa sulle Rinnovabili

E proprio dagli imprenditori del settore dell’energia pulita arriva un appello al Governo: avere regole certe, subito.

A prendere iniziativa è stato un imprenditore – Averaldo Farri, consigliere delegato della multinazionale toscana Power-One – poi l’allarme è stato colto anche dagli altri imprenditori della filiera che condividono la stessa preoccupazione di una “morte” del settore.

La situazione di precarietà delle aziende della green economy rischia di vanificare i risultati del 2012: ben 2500 miliardi di acquisto di carburanti fossili risparmiati.

Quello che si chiede al Governo è una regolarizzazione immediata del settore.

Servono certezze per continuare a far crescere il settore delle Rinnovabili, non solo per i potenziali risparmi esponenziali ad esso associati ma anche per le opportunità che offre in termini di posti di lavoro, che in caso contrario potrebbero crollare drasticamente.

Molte aziende rischiano infatti di chiudere o, nella migliore delle ipotesi, di ridurre i posti di lavoro. Una regolarizzazione immediata del settore permetterebbe, dicono gli imprenditori del Fotovoltaico, di garantire un futuro ad oltre 20.000 addetti in Italia.

=> Consulta gli incentivi alle Rinnovabili

Tanto più che stanno finendo i fondi del Quinto Conto Energia, spiega Farri: «si può continuare a dare una prospettiva al nostro settore a costo zero o a costi assolutamente trascurabili se confrontati con i ritorni e con i benefici che ne trarremo come Paese».

«Si sentono voci allarmanti di revisione delle regole in atto che davvero ucciderebbero definitivamente il settore. Se non sposeremo il cambiamento radicale rappresentato dall’energia distribuita e delocalizzata, quale altro settore può sviluppare in Italia altrettante opportunità di lavoro e di sviluppo industriale?»

Soprattutto considerando che il settore energetico può attrarre investimenti anche dall’estero.