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Quinto Conto Energia: come incentivare il Solare senza contributi statali

di Francesca Vinciarelli

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Incentivi Fotovoltaico: AES presenta tre proposte che garantiranno la sopravvivenza del settore anche dopo l'esaurimento dei contributi statali del Quinto Conto Energia.

Dopo il Quinto Conto Energia gli incentivi al Fotovoltaico potrebbero venire meno, come ormai evidente alla luce dei piani di Governo, in parte già delineati e in parte anticipati in via ipotetica.

Incentivi Fotovoltaico: addio dopo il Quinto Conto Energia

Per far fronte al cambiamento di scenario, l’associazione AES – Azione Energia Solare ha studiato un piano che consenta alla filiera italiana  di continuare a crescere anche senza contributi statali diretti.

Quinto Conto Energia: 2013 senza incentivi

Le proposte AES per sostenere il Fotovoltaico italiano – già presentate all’AEEG (Energia Elettrica e il Gas) – sono in sintesi le seguenti tre:

  1. condizioni più precise sui Sistemi Efficienti di Utenza (SEU);
  2. potenziamento del meccanismo incentivante dello scambio sul posto;
  3. prezzo minimo garantito per impianti di grande taglia.

Vediamole una per una.

Sistemi Efficienti di Utenza

I SEU vengono utilizzati in caso di piccoli impianti fotovoltaici, ovvero con potenza inferiore ai 20 MW, per consentire a questi di essere collegati al cliente finale per via privata senza passare attraverso la rete elettrica.

Il titolare dell’impianto può essere un soggetto diverso, il quale può così vendere l’energia direttamente al cliente, senza dover pagare i costi connessi.

Scambio sul posto

Lo scambio sul posto è un meccanismo che consente all’elettricità generata dagli impianti fotovoltaici di essere utilizzata anche in momenti successivi a quelli in cui è stata prodotta. Sarebbe utile, secondo AES, estendere questa possibilità anche agli impianti di potenza fino a 500Kw, mentre oggi è limitata alle istallazioni fino a 200 kW.

Grandi impianti

Infine per garantire la sopravvivenza del settore anche dopo la fine del Quinto Conto Energia, bisognerebbe sganciare da questo la tariffa minima garantita per gli impianti di grande taglia, collegandola invece ai prezzi reali di mercato.