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Quinto Conto Energia: IFI a Clini, priorità al Made In

di Francesca Vinciarelli

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Quinto Conto Energia: il Comitato IFI chiede al ministro dell'Ambiente Corrado Clini tempi certi e premialità del “Made In” cumulabile con incentivi per lo smaltimento dell'amianto per salvaguardare la filiera del fotovoltaico.

Le imprese della filiera delle energie rinnovabili e del fotovoltaico sono ancora in attesa che venga definito e ufficializzato il Quinto Conto Energia e a cercare di sollecitare il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, si è unito al coro anche il Comitato IFI (Industrie Fotovoltaiche Italiane) preoccupato per gli “effetti di panico” dovuto a questa attesa infinita.

In un periodo già difficile per colpa del protrarsi della crisi economica, le incertezze legate al Quinto Conto Energia e ai tagli agli incentivi in esso contenuti rischiano di bloccare lo sviluppo del fotovoltaico in Italia.

IFI chiede a Clini tempi certi e di apportare alcune modifiche sui punti del Quinto Conto Energia ritenuti tra i più critici in diverse occasioni anche dalle altre associazioni e dagli Enti locali.

«La priorità per gli operatori industriali nazionali è che venga confermata la premialità del “Made In” negli stessi valori economici – 3 centesimi di euro a kWh – già proposti dalla Conferenza Unificata in data 6 giugno 2012, cumulabili con quelli di egual importo dedicati allo smaltimento dell’amianto, formalmente accettati verbalmente dallo stesso sottosegretario De Vincenti» ha dichiarato Alessandro Cremonesi, presidente IFI.

Richieste ritenute ancor più cruciali dell’innalzamento della soglia per l’accesso al registro degli impianti e della possibilità per di concedere gli incentivi del Quarto Conto Energia agli impianti fotovoltaici già approvati ma non ancora entrati in esercizio.

IFI rinuncerebbe a queste ultime due modifiche se venissero approvate quelle più critiche, al solo scopo «di salvaguardare la filiera italiana che si è messa in gioco con degli investimenti indotti dalla presenza nel Quarto Conto di una premialità aggiuntiva per il Made In e che ora, alla luce delle tariffe proposte, rischia di diventare totalmente inefficace».

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