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Fonti rinnovabili e nuove regole per il fotovoltaico in agricoltura

di Alessandro Vinciarelli

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La CIA suggerisce le direttive per l’energia in agricoltura: si deve puntare su fonti rinnovabili, biomasse comprese, ma servono nuove regole per fotovoltaico ed investimenti.

Energia in agricoltura, la Confederazione Italiana Agricoltori ha inviato al governo il documento per la definizione dei contenuti del decreto attuativo ex Dlgs 28/2011, con i suggerimenti circa le direttive da intraprendere sul tema, con particolare attenzione alle fonti rinnovabili.

Focus sulle fonti rinnovabili

In particolare le proposte sono state presentate dal presidente nazionale della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) Giuseppe Politi ai ministri Mario Catania (agricoltura), Corrado Clini (ambiente) e Corrado Passera (sviluppo economico) e comprendono lo sfruttamento di fonti rinnovabili come le biomasse agricole e forestali.

Si tratta di progetto che consentirebbe alle imprese agricole di realizzare business anche attraverso la generazione di energia elettrica, oltre che ovviamente alla produzione di prodotti agroalimentari.

Nuova disciplina per fotovoltaico e investimenti

Per quanto riguarda il fotovoltaico il ministro Catania ha fatto presente la necessità di una nuova disciplina, dato che attualmente oltre 33.000 ettari sono destinati ad uso esclusivo del fotovoltaico. Terreni coltivabili sottratti alle colture agricole e dei quali solo una piccola parte degli investitori risultano essere agricoltori.

E anche Politi ha sottolineato la necessità, in questa nuova fase, di «apportare le opportune correzioni per superare le distorsioni che si sono verificate in alcune specifiche aree del Paese. In modo particolare occorre intervenire affinché siano disincentivati gli investimenti esterni al mondo agricolo senza alcuna connessione con il patrimonio forestale e agricolo nazionale».

Biomasse

È tuttavia necessario – evidenzia le Cia – che vengano promossi «gli impianti di piccola e media taglia che utilizzano le biomasse solide, le biomasse metanigene e i bioliquidi sostenibili di origine locale, valorizzando il ruolo delle imprese agricole, le intese di filiera e i contratti quadro», con la realizzazione di classi di premialità decrescente per intervalli di potenza crescente fino a 1 MWe.

L’esempio della Germania

In buona sostanza misure e regole chiare, come quelle entrate in vigore in Germania, che il Ministro dell’agricoltura Mario Catania sembra accogliere con piacere, annunciando l’apertura di un tavolo di confronto con i ministri Passera e Clini.