Ora legale tutto l’anno: pro e contro

di Redazione PMI.it

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La Commissione Europea intende eliminare il cambio tra ora legale e solare, estendendo l’orario estivo a tutto l’anno: motivazioni, vantaggi e svantaggi di questa proposta.

Ogni anno, dove l’ora legale viene usata, l’ultima domenica di ottobre, si mettono indietro le lancette dell’orologio di un’ora per tornare a quella solare. Un rituale che prende il via ogni primavera quando, l’ultima domenica di marzo, si mettono avanti di un’ora le lancette degli orologi per avere più la luce solare nel tardo pomeriggio, ottenendo risparmi in termini energetici.

Uno scenario che la Commissione Europea si appresta ad eliminare con una proposta legislativa, come spiega Jean-Claude Juncker:

Milioni di cittadini ci hanno detto che non vogliono più il cambiamento dell’ora e la Commissione farà ciò che le è stato chiesto.

In particolare, l’idea e di rimanere con l’ora considerata legale, in Italia dunque si rimarrebbe a UTC+2 (ora legale estiva), invece di UTC+1 (ora legale invernale).

Ora legale: pro e contro

A rispondere alla consultazione pubblica lanciata dalla Commissione europea tra il 4 luglio e il 16 agosto sono stati 4,6 milioni i cittadini europei: l’84% di loro ha chiesto di eliminare il cambio annuale dell’ora, da solare a legale e viceversa. Pur non trattandosi di una consultazione vincolante, la Commissione ha deciso di andare incontro alla richiesta dei cittadini UE, anche vista la partecipazione record alla consultazione pubblica.

La maggior parte dei sostenitori della richiesta di abolire il cambio di orario sono residenti nei Paesi nordici e nei Baltici.

A sostegno della propria richiesta sono stati presentati diversi studi scientifici secondo i quali il cambiamento d’orario avrebbe conseguenze negative sulla salute psico-fisica dei cittadini, a fronte di risparmi energetici sempre più marginali per effetto delle nuove tecnologie e del diverso modo di consumare la corrente.

Mantenere l’orario legale anche d’inverno consentirebbe anche nella stagione fredda di beneficiare di giornate di luce solare “più lunghe”. Questo consentirebbe, al costo di mattine più scure, di poter sfruttare meglio l’orario dopo il lavoro, opzione che sembra piacere molto soprattutto agli operatori turistici.

Mantenere l’ora legale sempre potrebbe inoltre avere un effetto positivo sulla sicurezza delle strade, che secondo il parere di molti aumenterebbe.

Ad accusare maggiormente la perdita di ore di luce al mattino sarebbero invece le aziende agricole.

Ora legale: i risparmi

Secondo uno studio dell’Europarlamento il cambio di orario farebbe guadagnare solo lo 0,34% dell’energia consumata a livello UE, seppur con variazioni sembrano essere significative tra gli Stati.

In Italia, secondo i dati Terna – gestore della rete elettrica nazionale – i sette mesi di ora legale in Italia comportano una riduzione nei consumi di corrente elettrica di circa 550 milioni di chilowattora ogni anno (567 nel 2017); dieci anni fa il cambio d’ora consentiva di tagliare circa 640 milioni di chilowattora. Se si considera che, in media nello scorso anno, un chilowattora costava al cliente domestico tipico circa 18,63 centesimi di euro (al lordo delle imposte), nel 2017 il risparmio ottenuto è stato pari a 104 milioni di euro. Stando ai dati Terna, i risparmi maggiori si conseguono nei mesi di aprile e ottobre, mesi in cui le giornate sono più corte in termini di luce naturale.