Addio cambio orario dal 2021

di Redazione PMI.it

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La Commissione Europea ha votato per eliminare il cambio tra ora legale e solare dal 2021: motivazioni, vantaggi e svantaggi economici.

Addio al passaggio ora legale/solare: il Parlamento Europeo ha votato a favore della sua abolizione a partire dal 2021, appoggiando la proposta della Commissione Europea. Gli stati membri dell’Unione manterranno il diritto di decidere il proprio fuso orario (solare o legale): quel che si abolisce, quindi, è il cambio di fuso.

Le decisioni dei singoli Stati Membri dovranno essere condivise per tempo con la Commissione Europea, per garantire il coordinamento dei fusi ed evitare problemi economici al mercato interno (es.: in ambito trasporti, energia, finanza). Proprio per scongiurare tali problemi, in fase di negoziato con il Consiglio Europeo, la risoluzione prevede una clausola per cui ci si riserva il diritto di presentare una proposta legislativa per il rinvio della direttiva fino ad un massimo di 12 mesi.

Oggi, l’ora legale estiva (UTC+2), scatta l’ultima domenica di marzo, quando si mettono avanti le lancette di un’ora, perdendola in sonno e guadagnandola in luce diurna: più luce solare nel pomeriggio si traduce in risparmi energetici.

L’ultima domenica di ottobre si mettono invece indietro le lancette dell’orologio per passare all’ora solare invernale (UTC+1), quando fa giorno prima il mattino e fa buio prima la sera.

La consultazione

La risoluzione è frutto di una consultazione pubblica lanciata dalla Commissione europea la scorsa estate e culminata lo scorso settembre con le dichiarazioni di Jean-Claude Juncker:

Milioni di cittadini ci hanno detto che non vogliono più il cambiamento dell’ora e la Commissione farà ciò che le è stato chiesto.

A rispondere erano stati 4,6 milioni di cittadini europei, l’84% dei quali ha chiesto di eliminare il cambio annuale dell’ora, da solare a legale e viceversa. La maggior parte residenti nei Paesi nordici e nei Baltici.  Pur non trattandosi di una consultazione vincolante, la Commissione ha deciso di andare incontro alla richiesta, vista la partecipazione record.

Ora legale, pro e contro

Diversi studi scientifici ritengono il cambiamento d’orario portatore di conseguenze negative sulla salute psico-fisica, a fronte di risparmi energetici oggi marginali in virtù delle nuove tecnologie e del diverso modo di consumare corrente. Mantenere l’orario legale d’inverno consentirebbe di beneficiare di giornate di luce solare “più lunghe” (pur se al costo di mattine più scure), così da sfruttare meglio il tardo pomeriggio, dopo il lavoro (un aspetto importante non soltanto per la vita privata anche per i risvolti positivi nel turismo). Non solo: mantenere l’ora legale sempre, potrebbe avere un effetto positivo sulla sicurezza stradale, che secondo il parere di molti aumenterebbe. Ad accusare maggiormente la perdita di ore di luce al mattino, invece, sarebbero invece le aziende agricole.

E’ vero anche che, secondo uno studio dell’Europarlamento, il cambio di orario farebbe guadagnare solo lo 0,34% dell’energia consumata a livello UE, seppur con variazioni significative tra gli Stati. In Italia, secondo i dati Terna – gestore della rete elettrica nazionale – i sette mesi di ora legale comportano una riduzione nei consumi di corrente elettrica di circa 550 milioni di chilowattora ogni anno (567 nel 2017); dieci anni fa il cambio d’ora consentiva di tagliare circa 640 milioni di chilowattora. Se si considerano i costi medi, il risparmio ottenuto è di circa 104 milioni di euro con risparmi maggiori nei mesi di aprile e ottobre, in cui le giornate sono più corte in termini di luce naturale.