Factoring: classifica e crescita in Italia

di Francesca Vinciarelli

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L'andamento del mercato del factoring in Italia e nel Mondo e le previsioni per il 2015.

Assifact, l’Associazione Italiana per il factoring, conferma la crescita del mercato italiano del factoring nei primi tre mesi del 2015, pari al +4,58%. Secondo le previsioni degli operatori del settore l’anno dovrebbe chiudersi in positivo: la previsione media per fine anno è di una crescita del +2,27% per il giro d’affari cumulativo (turnover) e dell’1,62% per i crediti in essere (outstanding). Il contratto di factoring, lo ricordiamo, consente alle imprese di ottenere risorse finanziarie immediate in cambio della cessione dei crediti futuri.

=> Come funziona il factoring per i pagamenti delle imprese

Factoring nel Mondo

Positivo l’andamento del factoring anche a livello mondiale: il volume dei crediti ceduti dalle imprese e acquistati dalle società specializzate è cresciuto nel 2014 del +7% (contro il +5% con cui si era chiuso il 2013). La classifica vede in testa la Cina con 406 miliardi di euro di giro d’affari (17,1% del totale mondiale), seguita il Regno Unito (376 miliardi di euro, 15,8% del totale mondiale), dalla Francia (226,6 miliardi di euro), dalla Germania (189,9 miliardi di euro) e quindi dal l’Italia (183 miliardi di euro).

 Factoring in Italia

Con riferimento al mercato italiano, questo vale circa l’11% del PIL nazionale, rappresenta quasi l’8% del mercato mondiale del factoring e oltre il 12% di quello europeo. Il turnover relativo al primo trimestre è stato di 43,5 miliardi di euro, mentre l’ammontare dei crediti in essere al 31 marzo 2015 ha fatto registrare una crescita del +3,80% e il totale degli anticipi e corrispettivi erogati alle imprese del +4,90%.

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