Imprese e Made in Italy: incentivi cercasi

di Alessandro Vinciarelli

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Servono incentivi per avviare un circolo virtuoso capace di sostenere la domanda e rilanciare l'occupazione. Analisi Federlegno-Arredo, che punta sull'Export.

«Meglio 300 miliardi di incentivi che mille di cassa integrazione», ha dichiarato nei giorni scorsi Rosario Messina, presidente di Federlegno-Arredo, che ha voluto sottolineare la necessità che le istituzioni sostengano la produzione per poter uscire dallo stallo, favorendo soprattutto “strumenti anti-crisi” come Export e internazionalizzazione.

È infatti necessario portare all’estero il prodotto italiano, non solo nei mercati consolidati ma anche nei mercati emergenti come Brasile, Russia e Cina.

Attenzione però – ammonisce Messina – per il Made in Italy, non tutti gli incentivi aiutano. Prendendo ad esempio il settore del legno e dell’arredo, il decreto ministeriale in tema di biomasse legnose rappresenta una criticità per il settore, poiché il legno sarebbe utilizzato quasi esclusivamente come risorsa energetica.

Il segreto è quello di promuovere le filiere in tutte le loro componenti, cercando di rapportare sempre la domanda alla disponibilità del prodotto, per non rischiare drastiche chiusure a danno di migliaia di lavoratori.

Il caso della filiera del Legno è esemplare: nel complesso risulta un mercato in crescita (+4,5%) ma che ha comunque bisogno di incentivi per innescare un reale circolo virtuoso capace di stimolare prima la domanda, poi il reddito delle famiglie, a seguire quello delle imprese e infine l’occupazione.

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