SIMEST e fondo rotativo per Pmi che esportano

di Noemi Ricci

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Per le imprese che investo nell'internazionalizzazione della propria attività, arrivano 300 milioni di euro dal Fondo rotativo 394/81 e uno strumento ad hoc per contribuire alla patrimonializzazione delle Pmi che esportano

Per uscire dalla crisi è fondamentale credere nella propria impresa e investire in innovazione, formazione e internazionalizzazione. Per questo ultimo filone sono in arrivo 300 milioni di euro, grazie al fondo rotativo 394/81, per favorire lo sviluppo all’estero delle imprese italiane che operano nella produzione di beni e servizi.

Saranno finanziati i programmi di innovazione e semplificazione delle Pmi per l’inserimento sui mercati esteri extra Ue, compresi gli studi di fattibilità e prefattibilità e i programmi d’assistenza tecnica.

La decorrenza delle spese finanziabili è anticipata al momento della presentazione della domanda di finanziamento, il tasso di interesse è ridotto fino al 15% del tasso di riferimento UE, con un aumento fino al 30% della quota erogabile a titolo di anticipo.

In più, per le Pmi esportatrici che realizzino un fatturato estero per il 20% almeno, è previsto da SIMEST un nuovo strumento agevolato, finalizzato alla loro patrimonializzazione che potrà essere concesso fino ad un ammontare di 500mila euro.

In questo caso, il finanziamento prevede una prima fase di circa 2 anni in cui viene erogato il contributi in unica soluzione, mentre nella seconda, della durata 5 anni, questo dovrà essere rimborsato con un tasso agevolato pari al 15% del tasso Ue.

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