APE Volontaria: se la banca fa marcia indietro?

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Giuseppe chiede

Dopo mesi di attesa ho ricevuto l’accoglimento del diritto all’APE Volontaria dall’INPS di conseguenza ho fatto domanda di APE per 22 mesi di anticipo e dopo soli 5 giorni l’INPS mi ha risposto che l’Istituto Finanziario (Intesa San Paolo), peraltro unico aderente, ha respinto la domanda per “Sofferenze a sistema”. Per quanto a mia conoscenza e avendo richiesto al CRI la mia situazione non ho alcuna “sofferenza”! Come devo comportarmi? Peraltro, con altrettanta immediatezza (strana…), l’INPS mi ha comunicato che la domanda di certificazione è stata annullata!

Barbara Weisz risponde

Non posso sapere cosa sia successo nel suo caso specifico, non avendo gli elementi. Con “Sofferenze a sistema” sembra che il problema non fosse suo ma della banca stessa. Posso però dire che, in effetti, la banca può rifiutare il finanziamento, in una serie di casi previsti dalla norma. Il riferimento è l’articolo 8 del Dpcm 150/2017, in base al quale l’istituto finanziatore non accetta la proposta nei seguenti casi:

  • errori o mancanze nelle dichiarazioni presentate in sede di domanda di APe (ad esempio, su eventuali prestiti in corso, debiti con il fisco, assegni divorzili),
  • APE richiesta superiore alla quota ottenibile,
  • dichiarazioni non veritiere in materia di esposizioni bancarie,
  • registrazione centrale rischi della Banca d’Italia,
  • pignoramenti,
  • protesti.

Il fatto che l’INPS abbia annullato la certificazione è un conseguenza della risposta negativa della banca, prevista sempre dall’articolo 8 del decreto attuativo sull’APE Volontaria: a fronte del mancato finanziamento della prestazione, sono prive di effetto la domanda di APE, quella di pensione di vecchiaia, e l’istanza di accesso al fondo di garanzia.

Lei può eventualmente opporsi alla decisione, le controversie possono essere risolte anche attraverso i sistemi alternativi come la mediazione.