Il Crowdfunding: piccoli finanziatori per grandi investimenti

di Rosanna Marchegiani

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Nuovo modello di business che permette, ad aziende e ricercatori, di trovare finanziatori per i propri progetti grazie a Internet.

Vi ricordate quando da bambini si guardava in TV “Portobello”? Inventori più o meno proponibili illustravano i loro prototipi e invitavano all’acquisto: chi non si è sentito, almeno una volta, un po’ come loro capace di pensare ad un’innovazione originale e rivoluzionaria? Chi non ha mai pensato “Se avessi dei soldi da investire potrei far decollare il mio progetto?”. Oggi la soluzione al problema si chiama Crowdfunding.

Nell’era di Internet e del Web 2.0, finanziarie un’invenzione valida non è più impossibile, anzi. Basti pensare al Crowdsorcing.

In questo caso la prospettiva è diversa ma il meccanismo simile: supponiamo di avere un’idea che reputiamo vincente come base di un nuovo business, o di voler promuovere un nuovo prodotto, e per questo abbiamo bisogno di fondi: anziché trovare un unico grande investitore, si possono individuare tanti piccoli finanziatori per il nostro progetto, e il gioco è fatto!

Questo è il modello di business alla base del Crowdfunding, che sembra essere realizzabile e anche proficuo per entrambe le parti interessate: il rischio che si assume l’investitore, infatti, è comunque minimo in quanto la somma necessaria per realizzare il progetto è condivisa e parcellizzata.

Il Web è il modo più agevole per mettere in contatto le parti: chi propone un’idea e chi vuole investire su di essa. Sono nati, così, negli ultimi tempi, tanti siti che favoriscono l’incontro delle parti.

Alcuni operano in settori specifici (ad esempio, Sell a Band nel settore Discografia, FashionStake nella Moda, Kickstarter e Kapipal nella Cinematografia, Spot.US nel Giornalismo, Cofundos nel Software), mentre altri sono generalisti, come ad esempio Ulule che sponsorizza progetti di tutti i tipi.

Non mancano, poi, forme di crowdfunding per finanziare progetti di ricerca (come myprojects.cancerresearchuk per la ricerca sul cancro o sciflies) o per aiutare i paesi in via di sviluppo (si veda, ad esempio Kiva) o ancora per finanziarie altre cause benefiche (come hopeequity che si occupa di supporto agli orfani, fame del mondo, educazione e prevenzione).

L’idea alla base di questi progetti è molto semplice, ma potrebbe rappresentare una profonda innovazione nel mondo dell’economia sviluppando modelli di business nei quali la figura del consumatore e quella dell’imprenditore tenderebbero ad assottigliarsi sempre più.

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