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Accesso al credito: Project bond e bond di distretto per Pmi

di Barbara Weisz

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Le banche stanno studiano strumenti come i project bond o i bond di distretto pensati specificamente per finanziarie le Pmi, per cui l'accesso al credito e difficile e molto oneroso: i dati.

Accesso al credito,  le banche italiane stanno studiando nuovi strumenti finanziari per andare incontro alle esigenze di finanziamento delle piccole e medie imprese.

Tra questi vi sono i Project bond e bond di distretto. I primi sono obbligazioni legate a uno specifico progetto, mentre gli altri sono prodotti che forse molti imprenditori, manager e funzionari delle imprese di piccole e medie dimensioni hanno già sperimentato in passato e prevedono la formazione di un gruppo di aziende che raggiungano una massa critica tale da rendere possibile il lancio di bond collettivi.

Le banche stanno mettendo a punto nuove soluzioni per l’accesso al credito pensate appositamente per le Pmi, che in molti casi non sono quotate in borsa e non hanno facilmente accesso al mercato obbligazionario (anche a causa di svantaggi fiscali).

Canali di finanziamento

Ci sono anche altri canali di finanziamento che, di fatto, risultano inaccessibili alle imprese di piccole o anche medie dimensioni che non hanno titoli quotati e rating di investimento.

Per esempio, i piazzamenti privati negli Usa, a cui ad esempio hanno fatto ricorso alcuni big come Barilla, Piaggio e Luxottica, oppure gli Schuldschein, bond destinati agli investitori tedeschi.

Un vero peccato, se si considera l’appeal che un mercato come quello obbligazionario può avere per il mondo delle imprese.

Costi di finanziamento

E anche un problema, viste le difficoltà e i costi di finanziamento che le Pmi italiane devono sopportare, in particolare in uno scenario di crisi economica come quello attuale.

Secondo i dati forniti dagli esperti sulle prime sette banche italiane, i prestiti a tre anni hanno tassi effettivi che costano in media il 7%. E a sopportare il peso di gran lunga maggiore sono le piccole imprese, per le quali i tassi oscillano fra il 6,5% e il 10,5%. Le cifre sono un pò migliori, pur rimanendo i costi elevati, per le aziende di medie dimensioni, per cui si va da un minimo del 4,16% a un massimo del 6,8%.

Il 2012 promette di essere oneroso per tutti: in scadenza ci sono prestiti alle aziende per una cifra che si stima fra i 100 e i 160 miliardi. Significa, ipotizzando un tasso medio del 7%, di una spesa per interessi che va da 7 a 11,2 miliardi.

Il momento è difficile sia per le banche sia per le aziende. La buona notizia è che entrambe hanno interesse a trovare nuove soluzioni come quelle relative ad obbligazioni studiate ad hoc per le Pmi: gli istituti di credito per avere titoli da dare in garanzia alla Bce, le imprese per avere nuove possibilità di finanziamento.

Project bond

I project bond vengono utilizzati per finanziare un singolo progetto. Fra l’altro sono uno strumento che fa parte dell’agenda di Europa 2020 (in questo caso, non in relazione alle pmi ma all’intero sistema produttivo) fra le misure per la crescita.

Nel marzo dello scorso anno la Commissione Europea ha lanciato una consultazione pubblica sulla “Europe 2020 Project Bond Initiative”, l’iniziativa prestiti obbligazionari Europa 2020 per il finanziamento di progetti, che ha dato vita a una serie di appuntamenti e che nel biennio 2012-2013 dovrebbe passare a una “fase pilota” che si avvarrà delle competenze della Bei, la Banca Europea degli Investimenti. La quale ha già lanciato simili strumenti negli anni recenti, finanziando anche progetti italiani, e che ha nella sua mission anche lo specifico obiettivo di finanziarie le Pmi.

Bond di distretto

Quanto ai bond di distretto, già tentati in passato, prevedono in linee molto generali che una banca conceda finanziamenti a un gruppo di pmi, e poi li usi per garantire dei bond che lei stessa emette.