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PNRR e competenze digitali: nuovi bandi per donne e NEET

di Teresa Barone

Con i primi bandi prende il via il Fondo per la Repubblica Digitale: risorse per potenziare le competenze digitali e l’occupazione di donne e giovani NEET.

Con la pubblicazione dei primi due bandi prende ufficialmente il via il Fondo per la Repubblica Digitale, l’innovativa partnership tra il Ministro per l’innovazione tecnologica e la transizione digitale, il Ministro dell’economia e delle finanze e l’Acri, l’associazione delle Fondazioni di origine bancaria dall’altra.

Un’iniziativa varata nell’ambito degli obiettivi del PNRR legati alla digitalizzazione e al potenziamento delle competenze digitali dei cittadini, basata sull’avvio di progetti rivolti alla formazione e all’inclusione digitale che coinvolgono NEET, donne, disoccupati e inattivi. L’obiettivo, inoltre, è quello di individuare le iniziative di formazione più efficaci per l’accrescimento delle competenze digitali e l’effettiva occupazione dei beneficiari.

I primi due bandi, infatti, sono rivolti rispettivamente alle donne e ai giovani NEET:

  • Futura: progetti di formazione volti ad accrescere le competenze digitali delle donne con un’età compresa tra i 18 e i 50 anni, al fine di garantire migliori condizioni di inserimento nel mondo del lavoro. Soggetti pubblici e privati senza scopo di lucro ed Enti del terzo settore possono presentare le candidature fino al 16 dicembre attraverso il portale Re@dy;
  • Onlife: progetti di formazione per accrescere le competenze digitali dei NEET (15-34 anni) e assicurare migliori opportunità di inserimento nel mondo del lavoro. Anche in questo caso, soggetti pubblici e privati senza scopo di lucro ed Enti del terzo settore possono inviare le candidature fino al 16 dicembre attraverso il portale Re@dy.

Focalizzando l’attenzione sul Fondo per la Repubblica Digitale, si basa su un plafond totale di 350 milioni di euro stanziati fino al 2026, importo alimentato da versamenti effettuati dalle Fondazioni di origine bancaria che vedranno loro riconosciuto un contributo sotto forma di credito d’imposta.