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Transizione 4.0: come ottenere gli incentivi

di Redazione PMI.it

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Il Piano Transizione 4.0 offre agevolazioni e incentivi a tutte le imprese, ma per ottenerli serve il giusto metodo.

Dopo le prime agevolazioni del 2011 per incentivare le attività di Ricerca e Sviluppo, dal 2015 l’azione del governo ha promosso una serie di consistenti sgravi per tutte le aziende che investono in innovazione. Si tratta di una disciplina che impatta sulla vita delle imprese ormai da un decennio, eppure ancora oggi molte realtà non colgono questa opportunità perdendo contributi a cui avrebbero avuto comunque diritto.

Tra le ultime agevolazioni ci sono quelle previste dal MiSE per le aziende che andranno ad investire in attività che porteranno ad uno loro sviluppo, tecnologico ma non solo. Il sito web per visionare nel dettaglio le singole opportunità è quello del Ministero dello Sviluppo Economico, nella sezione dedicata al Piano Transizione 4.0 (elenco completo degli incentivi alla pagina https://www.mise.gov.it/index.php/it/transizione40).

Spesso questi strumenti necessitano però del supporto di consulenti, che nella specificità di competenze, coordinate da una regia consapevole, possa aiutare le imprese ad individuare la strada giusta tra le tante opportunità. A monte, la necessità di fare propria una cultura dell’innovazione incamerando efficaci indicazioni metodologiche su come approcciare agevolazioni così consistenti e spesso complesse da richiedere.

Lo sviluppo di un’impresa necessita infatti – per ogni aspetto – di analisi ex ante. Anche per ottenere finanziamenti e agevolazioni volte alla sua crescita. Non bisogna aver timore di rivolgersi a figure esterne, competenti della materia, per suggerire all’imprenditore o al board aziendale come arricchire lo storytelling della propria crescita e come individuarne gli strumenti che saranno materialmente utili, sicuri e vantaggiosi a tale scopo.

Pensare oggi di proporre uno strumento alle imprese e adattarlo alle varie esigenze non porterà a vantaggi reali: la proposizione nasce dall’analisi, dalla traduzione in numeri, tempi, economie degli strumenti individuati per la singola impresa. Solo in questo modo si potrà presentare un panel di azioni contigue e interconnesse, che si tradurranno in reale vantaggio competitivo.


Cristiano Montesi (info@theorema.eu)

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