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Contributi a fondo perduto DL Sostegni: calcolo e domande

di Redazione PMI.it

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I contributi a fondo perduto del DL Sostegni spettano anche alle nuove attività e si richiedono via web: ecco metodo di calcolo, requisiti e scadenze.

In base a quanto previsto dal Decreto Sostegni, il ristoro massimo che si potrà ottenere è il 60% di una singola mensilità perduta in media nel 2020 rispetto all’anno prima: il meccanismo dei contributi a fondo perduto si discosta davvero di poco rispetto agli indennizzi erogati lo scorsi anno, con l’unica vera variabile dell’estensione della platea dei beneficiari (eliminando il paletto dei codici Ateco e riducendo la soglia minima di perdita di fatturato o ricavi / compensi al 30%). Per le Partite IVA la somma minima erogata sarà anche questa volta di 2mila euro una tantum, davvero un bonus simbolico piuttosto che un concreto aiuto per andare avanti (al massimo converrà la compensazione come credito d’imposta).

Requisiti

Sono ammessi tutti gli operatori economici titolari di partita IVA, residenti o stabiliti nel territorio dello stato, che svolgono attività d’impresa, arte o professione oppure che producono reddito agrario di cui all’articolo 32 del testo unico per le imposte sui redditi. In tutti i casi, il fatturato massimo annuo deve essere pari a 10 milioni di euro. Per ottenere il contributo – che non è automatico ma va comunque richiesto all’Agenzia delle Entrate – il fatturato medio mensile o i corrispettivi dell’anno 2020 devono risultare inferiori di almeno il 30% rispetto a quelli medi del 2019: rileva la data di effettuazione dell’operazione (cessione beni o prestazioni di servizi). Per le startup e le nuove attività (Partita IVA attivata dopo il primo gennaio 2019), tale requisito non viene considerato (si applica il contributo minimo).

Calcolo del contributo

Il contributo a fondo perduto spettante è pari all’importo ottenuto moltiplicando il differenziale tra fatturato/corrispettivi medi mensili 2020 e quelli 2019 moltiplicato per le ben note aliquote percentuali:

  • 60% per soggetti con ricavi o compensi 2019 fino a 100mila euro,
  • 55% fino a 400mila euro,
  • 40% fino a 1 milione di euro,
  • 30% fino a 5 milioni di euro,
  • 20% fino a 10 milioni di euro.

Formula

[(fatturato medio 2019 – fatturato medio 2020)/12] * aliquota proprio scaglione

N.B.: ad ogni modo, l’importo del contributo a fondo perduto non può essere inferiore a mille euro per le persone fisiche e a 2mila euro per gli altri soggetti, mentre il ristoro massimo non potrà superare i 150.000 euro.

=> Ristori Imprese e Partite IVA nel Dl Sostegni, pagamenti entro aprile

Domanda

Per ottenere il contributo a fondo perduto del Decreto Sostegni è necessario fare domanda all’Agenzia delle Entrate, che deve emanare uno specifico provvedimento con i termini e le modalità dell’inoltro telematico delle istanze. I tempi sono davvero stretti (pochi giorni) perché, in base alle anticipazioni del Presidente del Consiglio Mario Draghi, le erogazioni partiranno dall’8 aprile. Significa che procedura e piattaforma per le domande online saranno prevedibilmente pronte prima di Pasqua. L’iter è indicato al comma 8 dell’articolo 1 del Decreto Sostegni:

Al fine di ottenere il contributo a fondo perduto, i soggetti interessati presentano, esclusivamente in via telematica, una istanza all’Agenzia delle Entrate con l’indicazione della sussistenza dei requisiti definiti dai precedenti commi.

L’istanza può essere presentata, per conto del soggetto interessato, anche da un intermediario abilitato di cui all’articolo 3, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, delegato al servizio del cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate.

L’istanza deve essere presentata, a pena di decadenza, entro sessanta giorni dalla data di avvio della procedura telematica per la presentazione della stessa.

Le modalità di effettuazione dell’istanza, il suo contenuto informativo, i termini di presentazione della stessa e ogni altro elemento necessario all’attuazione delle disposizioni del presente articolo sono definiti con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

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