Le fusioni si raccontano di solito con i numeri: clienti, reti, sinergie. Fastweb+Vodafone ha scelto di farsi misurare anche su un altro terreno: il modo in cui tratta le persone che ci lavorano. L’operatore nato dall’integrazione tra Fastweb e Vodafone Italia ha annunciato il 14 settembre di aver ottenuto due riconoscimenti su diversità, equità e inclusione: il rinnovo della certificazione sulla parità di genere (la UNI/PdR 125) e, per la prima volta, l’attestazione secondo lo standard internazionale ISO 30415 sulla Diversity & Inclusion.
A rilasciarli è stato Bureau Veritas Italia, ente di certificazione indipendente.
Due aziende, una sola cultura
Il risultato arriva in un momento particolare. Mettere insieme due aziende significa integrare sistemi, procedure e organigrammi, ma anche abitudini e sensibilità cresciute in anni di storia separata. Per accompagnare questo passaggio Fastweb+Vodafone ha istituito un Comitato Guida Diversity, Equity & Inclusion, incaricato di mettere a confronto le policy e le pratiche delle due società e di definire indicatori comuni con cui seguirne l’evoluzione. Esperienze, strumenti e buone prassi maturate negli anni da Fastweb e da Vodafone Italia sono così confluite in un unico modello, che oggi porta il timbro di un ente terzo.
Non solo questione di risorse umane
I due riconoscimenti guardano a cose diverse. La certificazione sulla parità di genere, nata nel 2022 nell’ambito della Strategia nazionale per la parità di genere e delle misure collegate al PNRR, verifica che un’azienda faccia davvero qualcosa per ridurre il divario tra uomini e donne: come è governata, come seleziona e fa crescere le persone, se retribuisce in modo equo, come tutela chi diventa genitore e quanto aiuta a conciliare lavoro e vita privata. Per Fastweb+Vodafone è un rinnovo, che conferma i requisiti già raggiunti.

L’attestazione internazionale, invece, è una novità assoluta per l’azienda e allarga il campo. Lo standard considera anche il modo in cui vengono progettati e forniti prodotti e servizi, i rapporti con i fornitori e quelli con gli interlocutori esterni, portando equità e imparzialità oltre la gestione del personale. In altre parole, l’inclusione diventa un criterio che riguarda tutte le funzioni aziendali.
Parità e inclusione, standard chiave per le imprese
Il caso Fastweb+Vodafone si inserisce in un sistema che riguarda imprese di ogni dimensione. La certificazione UNI/PdR 125:2022 è volontaria e misura attraverso specifici KPI sei aree dell’organizzazione, dalla governance ai processi HR, fino all’equità retributiva e alla conciliazione tra vita e lavoro. Il portale del Dipartimento per le Pari opportunità registra ormai oltre 15mila certificazioni rilasciate in Italia.
Per le imprese il riconoscimento può avere anche effetti economici. L’articolo 5 della Legge 5 novembre 2021, n. 162 prevede per i datori di lavoro privati certificati un esonero contributivo fino all’1%, entro il limite di 50.000 euro annui, mentre l’articolo 108, comma 7, del D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36 collega alla certificazione un maggior punteggio nelle procedure di gara pubbliche.
La ISO 30415:2021 ha una funzione diversa: definisce linee guida internazionali sulla Diversity & Inclusion applicabili a organizzazioni di qualsiasi dimensione e settore.
Nel caso Fastweb+Vodafone, Bureau Veritas ha rinnovato la certificazione UNI/PdR 125 e rilasciato un’attestazione riferita allo standard ISO 30415.
Dalle aule scolastiche alle policy aziendali
Dietro i certificati c’è un elenco di cose fatte. Tra le attività citate dall’azienda figurano l’orientamento per le nuove generazioni nelle scuole e nelle università, il sostegno alla presenza delle donne nei percorsi scientifici e tecnologici, la formazione e la sensibilizzazione sui temi dell’inclusione e della violenza di genere, oltre alle policy dedicate alla genitorialità e all’orientamento affettivo e sessuale. Sono iniziative sviluppate negli anni e ora riunite, spiega l’azienda, in un’unica cornice.
«Andare oltre le iniziative»
«Parlare oggi di Diversity, Equity & Inclusion significa per noi andare oltre le iniziative», ha spiegato Silvia Cassano, Chief People Officer di Fastweb+Vodafone. Il punto, spiega la manager, è capire quanto questi principi pesino davvero nelle decisioni, nelle relazioni e nel lavoro di ogni giorno. E il percorso verso le certificazioni ha richiesto qualcosa che in una fusione capita di rado: mettere a confronto due culture aziendali differenti, entrambe con radici solide, e farne emergere un modello unico, riconosciuto ora anche da standard internazionali.
Dello stesso avviso Roberta Prati, Certification Director South East Europe di Bureau Veritas, per la quale la vera forza dello standard internazionale sta nel coinvolgere tutte le funzioni dell’azienda, chiamate a portare la prospettiva inclusiva nelle scelte quotidiane.
Il rinnovo della certificazione sulla parità di genere, aggiunge, conferma un approccio sistemico: due riconoscimenti complementari, segno che inclusione e responsabilità sociale sono diventate fattori strategici per generare valore condiviso.
Il valore di farsi misurare
La vicenda dice qualcosa che va oltre il singolo operatore. In una fusione le certificazioni possono trasformarsi in uno strumento di governance: costringono a rendere confrontabili policy nate in contesti diversi, a fissare indicatori comuni e a misurare i progressi anno dopo anno, sotto lo sguardo di un valutatore esterno. E in un mercato del lavoro in cui candidati, investitori e istituzioni guardano sempre di più a come le aziende trattano le persone, requisiti verificati da terzi contano anche per la reputazione e per la capacità di attrarre talenti.