Dal 14 maggio 2026 il portale precompilata è aperto per l’invio della dichiarazione dei redditi. Per i pensionati il conguaglio da 730 segue un calendario diverso rispetto ai lavoratori dipendenti: la prima finestra utile è agosto, con date che variano in base a quando viene trasmessa la dichiarazione. Le regole cambiano inoltre tra chi ha un ente pensionistico come sostituto d’imposta e chi deve rivolgersi direttamente all’Agenzia delle Entrate.
Come funziona il conguaglio IRPEF per i pensionati
L’INPS opera in qualità di sostituto d’imposta per la maggior parte dei pensionati: trattiene mensilmente le ritenute fiscali sull’assegno e, al termine del periodo d’imposta, effettua il ricalcolo a consuntivo confrontando quanto è stato prelevato con quanto era effettivamente dovuto. Da questo calcolo emergono due scenari: un conguaglio a credito, se le ritenute applicate nel 2025 sono risultate superiori all’imposta effettiva, oppure un conguaglio a debito, se l’IRPEF trattenuta è stata inferiore al dovuto.
Il conguaglio IRPEF da 730/2026 è separato da quello annuale che l’INPS esegue autonomamente sui cedolini di inizio anno. Il 730 consente al pensionato di portare in detrazione le spese sostenute nell’anno — sanitarie, per l’istruzione, per la casa — riducendo così l’imposta dovuta sul reddito 2025 e generando un eventuale credito che l’INPS restituisce direttamente sull’assegno pensionistico.
Le date del rimborso nel cedolino pensione 2026
Le tempistiche del rimborso IRPEF nel cedolino pensione dipendono da quando viene trasmessa la dichiarazione. Per i pensionati, i tempi sono generalmente più lunghi rispetto ai lavoratori dipendenti: mentre questi ultimi ricevono il conguaglio a credito nella busta paga di luglio, i pensionati lo trovano sul cedolino di agosto o settembre. Il calendario dettagliato è il seguente:
- con 730 inviato entro fine maggio, rimborso nel cedolino di agosto;
- con 730 inviato a giugno, rimborso nel cedolino di settembre;
- con 730 oltre tale data, accredito nel mese successivo a quello in cui l’INPS riceve il prospetto di liquidazione 730-4.
Conviene non attendere l’ultima scadenza del 30 settembre 2026, soprattutto in presenza di un credito IRPEF consistente: ogni mese di ritardo nell’invio della dichiarazione sposta in avanti di un mese l’accredito sul cedolino.
Conguaglio a debito: le trattenute dell’INPS sulla pensione
Se dalla dichiarazione emerge un debito IRPEF — ossia l’imposta trattenuta nel 2025 è risultata inferiore a quella effettivamente dovuta — l’INPS provvede al recupero direttamente sull’assegno.
Per le pensioni fino a 18.000 euro annui con un debito superiore a 100 euro, il recupero non avviene in un’unica soluzione: l’importo viene rateizzato in rate mensili uguali distribuite da maggio a novembre 2026, ai sensi dell’art. 38, co. 7, del D.L. 78/2010.
Un caso specifico riguarda i pensionati titolari di pensioni integrative erogate insieme alla pensione INPS principale. Su questi trattamenti, a marzo 2026 l’INPS aveva applicato un conguaglio a credito IRPEF legato all’ulteriore detrazione prevista dall’art. 1, co. 6, della L. 207/2024 per redditi tra 20.000 e 40.000 euro, poi risultata non dovuta. L’importo è stato neutralizzato con un mandato aggiuntivo del 1° aprile 2026 e da maggio viene recuperato in otto rate mensili fino a dicembre, con la voce nel cedolino “Recupero rateale ulteriore detrazione art. 1 c. 6 l. 207/2024”.
Gli importi recuperabili con il 730/2026
Non esiste un importo fisso del rimborso: la somma dipende dall’IRPEF versata nel 2025 e dalle detrazioni e deduzioni portate in dichiarazione. Il rimborso non può mai superare l’imposta effettivamente pagata nell’anno di riferimento, secondo il principio della capienza fiscale. Spese mediche, interessi passivi sul mutuo prima casa, spese per l’istruzione dei figli e premi assicurativi sono tra le voci che più frequentemente generano un credito IRPEF nel 730 dei pensionati. Chi non ha portato in detrazione alcuna spesa nell’anno, ma ha avuto un reddito inferiore a quello stimato in anticipo dall’INPS, può comunque maturare un credito per effetto del ricalcolo dell’imposta lorda.
L’importo esatto è indicato nel prospetto di liquidazione del modello 730-4, che l’INPS riceve dall’Agenzia delle Entrate e che anticipa al pensionato l’esito della dichiarazione prima dell’accredito sul cedolino.
Pensionati senza sostituto d’imposta: rimborso dalle Entrate
I pensionati che non hanno un ente pensionistico come sostituto d’imposta — o che hanno scelto il rimborso diretto in fase di compilazione del 730 — ricevono il credito IRPEF direttamente dall’Agenzia delle Entrate, tramite accredito sul conto corrente indicato in dichiarazione. Le tempistiche sono più lunghe rispetto al canale cedolino:
- per rimborsi fino a 4.000 euro, accredito entro dicembre 2026;
- per rimborsi superiori a 4.000 euro o con verifica documentale obbligatoria, accredito entro marzo 2027;
Per accelerare i tempi è necessario che le coordinate IBAN siano correttamente registrate nell’Anagrafe Tributaria. Chi non le ha comunicate può farlo tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate o in occasione dell’invio del 730/2026. In assenza di coordinate bancarie, è previsto il pagamento tramite assegno vidimato.