Nuovo allarme phishing a nome dell’Agenzia delle Entrate. L’Amministrazione finanziaria mette in guardia contribuenti e imprese da una recente campagna fraudolenta che utilizza in modo indebito il nome dell’Agenzia e quello di presunti dirigenti per indurre le vittime a versare un deposito cauzionale inesistente.
Il messaggio truffa: come si presenta
Il primo contatto avviene tramite email, con un testo che richiama un presunto mancato versamento di un deposito cauzionale. Nel messaggio vengono citate normative e riferimenti giuridici per rendere credibile la richiesta e si invita il destinatario a effettuare un pagamento presso una banca nota, con la promessa di poter così sbloccare un capitale dovuto.
In caso di mancato pagamento entro una scadenza ravvicinata, viene paventato un recupero coattivo del credito, facendo leva sul senso di urgenza e sul timore di conseguenze fiscali.
La risposta del truffatore in caso di dubbi
Una particolarità di questa campagna è che, se il destinatario manifesta perplessità o risponde in modo scettico, il truffatore replica sostenendo che l’Agenzia delle Entrate avrebbe il ruolo di intermediario in controversie internazionali, giustificando così la richiesta di denaro.
Si tratta di una ricostruzione totalmente falsa, utilizzata per rafforzare l’inganno e superare le resistenze della vittima.
Gli indizi che rivelano la natura fraudolenta
Anche in questo caso sono presenti elementi tipici delle campagne di phishing:
- nome del mittente e indirizzo email solo apparentemente ufficiali;
- utilizzo di canali non istituzionali per comunicazioni di questo tipo;
- tono allarmistico e gravità del fatto contestato;
- richiesta di pagamento entro tempi molto brevi;
- minaccia di azioni coercitive in caso di mancato adempimento.
Cosa raccomanda l’Agenzia delle Entrate
L’Agenzia ribadisce di essere totalmente estranea all’invio di queste comunicazioni e invita a:
- non cliccare su link contenuti nei messaggi;
- non effettuare pagamenti;
- non fornire credenziali di accesso, dati personali o coordinate bancarie.
In caso di dubbi sulla veridicità di una comunicazione, è sempre opportuno verificare attraverso i canali ufficiali dell’Agenzia delle Entrate o consultare la sezione dedicata alle segnalazioni di phishing sul portale istituzionale.
Perché queste truffe funzionano
Le campagne di phishing che sfruttano il nome del Fisco puntano su autorità, urgenza e timore di sanzioni. Per questo l’Agenzia invita a mantenere un approccio prudente e a considerare sospetta qualsiasi richiesta di denaro ricevuta via email o tramite canali non ufficiali.