Tratto dallo speciale:

Chapeau intervista Marco Boglione, il re Mida di brand iconici come Kappa, K-Way e Superga

di Redazione PMI.it

4 Dicembre 2025 10:47

logo PMI+ logo PMI+
Il patron di BasicNet, Marco Boglione, racconta a Chapeau come ha creato un impero da un fallimento, rilanciando brand come Kappa, K-Way e Superga.

È una storia che sembra uscita dalla penna di uno sceneggiatore di Hollywood, ma è tutto vero. Marco Boglione, fondatore e presidente di BasicNet, si è raccontato ai microfoni di Chapeau ripercorrendo una carriera iniziata come magazziniere e culminata alla guida di un colosso che oggi gestisce marchi iconici come Kappa, K-Way, Superga e Sebago, con vendite aggregate che superano il miliardo di euro.

La video intervista di Chapeau a Marco Boglione

L’intervista realizzata da Chapeau ci svela la straordinaria parabola di Marco Boglione, l’imprenditore passato dalla bancarotta a un impero miliardario. Un viaggio fatto di intuizioni geniali, rischi calcolati e salvataggi all’ultimo secondo, nato dalle ceneri di un fallimento e costruito sulla visione di un futuro digitale quando Internet era ancora un miraggio per molti.

Ecco il video integrale, disponibile sulle principali piattaforme social di video streaming.

L’incontro con Vitale e la rivoluzione dello sponsor sportivo

Tutto inizia a metà degli anni Settanta. Boglione, studente di ingegneria, incontra per caso Maurizio Vitale, giovane e visionario proprietario del Maglificio Calzificio Torinese che ne intuisce il talento e lo assume. Insieme a Oliviero Toscani rivoluzionano la comunicazione con i jeans Jesus, ma la vera svolta arriva nel 1978. Durante un viaggio a New York, i due notano che i ragazzi non indossano più i jeans ma tute da ginnastica: è l’alba dello sportswear. Tornati in Italia, convincono Giampiero Boniperti a mettere il logo “Omini” di Kappa sulle maglie della Juventus. È la prima sponsorizzazione calcistica nella storia d’Italia, un modello di business che cambierà per sempre lo sport mondiale, portando Kappa a vestire team leggendari come l’Ajax di Cruijff, il Barcellona di Ronaldo e la nazionale americana di atletica alle Olimpiadi dell’84.

La crisi, l’addio e la ripartenza

La favola subisce una battuta d’arresto drammatica nel 1984. Vitale si ammala gravemente e consiglia a Boglione di mettersi in proprio. Fonda così, insieme alla prima moglie Daniela, due start-up: la Mototaxi e la Football Sport Merchandise. Quest’ultima è pioniera nel merchandising calcistico, vendendo maglie ufficiali e sciarpe quando ancora il mercato era dominato dai falsi. Lavorando in un garage e indebitandosi, Boglione sviluppa sistemi informatici per gestire ordini e magazzino, gettando, senza saperlo, le basi tecnologiche per il suo futuro impero. Nel frattempo, senza la guida di Vitale, il vecchio Maglificio Calzificio Torinese crolla e nel 1994 dichiara fallimento.

Il grande azzardo per ricomprare Kappa

È qui che la storia tocca il suo apice di tensione. Boglione decide di comprare l’azienda fallita dove aveva lavorato, ma non ha i soldi. Le banche torinesi gli chiudono le porte in faccia. Con una mossa disperata, convince un licenziatario giapponese a pagargli in anticipo 21 miliardi di lire per i diritti perpetui del marchio Kappa in Giappone. Con quei soldi, e l’aiuto finanziario in extremis di un partner cinese e di un cugino banchiere che finanzia l’uscita del socio Rinascente, Boglione riesce ad acquisire dal tribunale marchi, immobili e magazzino. Nasce così BasicNet: non più un’azienda manifatturiera, ma una “Internet company” che si occupa solo di design, marketing e gestione delle licenze, lasciando produzione e distribuzione a partner globali.

Il crollo in Borsa e la rinascita di K-Way

Dopo aver quotato l’azienda nel 1999, Boglione affronta una nuova tempesta. Lo scoppio della bolla delle dot-com e un articolo di stampa che definisce BasicNet una semplice “fabbrica di magliette” fanno crollare il titolo in Borsa. Nonostante le difficoltà, nel 2004 rilancia acquisendo K-Way e Superga, marchi allora in profonda crisi. L’operazione K-Way, inizialmente disastrosa, diventa un caso scuola: dopo aver fallito nel riposizionamento del marchio scegliendo nei negozi sportivi, Boglione alza i prezzi e sposta il prodotto nelle boutique di moda, trasformando una giacca a vento funzionale in un oggetto di lusso accessibile. Per finanziare il debito monstre generato dalle acquisizioni, vende i diritti del marchio Kappa per la Cina per 50 milioni di dollari, salvando ancora una volta l’azienda dal baratro.

Il presente e il consiglio ai giovani

Oggi BasicNet è una realtà solida che continua a crescere, avendo aggiunto al portafoglio marchi storici come Sebago e Woolrich. Boglione ha persino ricomprato quel marchio Kappa per il Giappone ceduto trent’anni prima per avviare l’impresa. Con i figli ormai inseriti nella gestione operativa, l’imprenditore si dedica anche alla sua isola privata in Sardegna, trasformata in un progetto agricolo.

Guardando indietro, il suo consiglio per i giovani aspiranti imprenditori è semplice ma vitale: non fatelo da soli. Trovate un socio, un amico con cui condividere il peso delle responsabilità, perché nei momenti bui, che inevitabilmente arriveranno, avere qualcuno al proprio fianco fa tutta la differenza.