Sono dipendente di una Comunità Montana con rapporto di lavoro di natura privatistica. Il datore di lavoro, pur avendo bisogno delle mie competenze ritiene di essere obbligato a porre fine al rapporto di lavoro al compimento dei 67 anni. Mi chiedo se è un obbligo o ha potere discrezionale in materia?
La Legge di Bilancio 2025 (comma 162 legge 207/2024) ha introdotto la possibilità per le pubbliche amministrazioni di trattenere in servizio i dipendenti fino ai 70 anni ed il ministero della Funzione Pubblica (con direttiva dell’8 febbraio 2025) ha precisato che la norma ha abrogato l’obbligo del collocamento a riposo, per cui il datore di lavoro può trattenere in servizio il dipendente, ma è la PA a stabilire a quali dipendenti eventualmente proporre il trattenimento in servizio, nel rispetto di determinati criteri: le capacità assunzionali, e la valutazione delle performance.
Se lei ha un contratto di lavoro come dipendente pubblico è soggetto al limite dei 67 anni è relativamente rigido. Il lavoratore che raggiunge questa soglia tendenzialmente deve essere collocato a riposo, se ha maturato la contribuzione per un diritto autonomo a pensione.
Se la Comunità montana è il suo datore di lavoro (con contratto subordinato), può esercitare l’opzione del trattenimento in servizio (che prima del 2025 non era prevista) sempre che i limiti di legge per il turnover del suo ente lo consentano (c’è discrezionalità nel limite del 10% delle capacità assunzionali): se la programmazione delle assunzioni non lo consente, non è in grado di proporre il trattenimento in servizio.
NB: se lei è solo un collaboratore che fornisce servizi in appalto ad un ente pubblico (non è chiaro cosa intenda per “rapporto di lavoro di natura privatistica”) allora non è soggetto ai limiti ordinamentali in quanto risulta lavoratore autonomo.
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Chiedi all'espertoRisposta di Barbara Weisz