La migrazione delle SIM PosteMobile sulla rete TIM è completa. Poste Italiane lo ha confermato il 7 maggio nella trimestrale del primo trimestre 2026: il passaggio di tutta l’utenza sulla nuova infrastruttura si è chiuso ad aprile, con due mesi di anticipo rispetto al termine previsto. Per PMI, liberi professionisti e partite IVA con SIM PosteMobile il cambio è già avvenuto in modo automatico: nessuna sostituzione della SIM, nessuna variazione dei contratti e delle tariffe in corso.
Migrazione su rete TIM: cosa è cambiato
Il passaggio graduale era iniziato il 23 febbraio 2026 per i già clienti di rete mobile, con un SMS di preavviso nelle 48 ore precedenti la migrazione di ciascuna linea. Dal 4 marzo 2026 anche le nuove attivazioni vengono gestite direttamente su rete TIM. PosteMobile è un Full MVNO — opera con proprio codice ICCID — il che ha reso possibile il trasferimento senza sostituzione fisica della SIM, come era già avvenuto nel 2021 al passaggio sulla rete Vodafone.
Chi utilizza le offerte di rete fissa PosteCasa Ultraveloce, PosteMobile Casa Web e Casa Internet è stato coinvolto nella migrazione per la sola SIM dati; le SIM nei telefoni fissi di casa rimangono sulla precedente rete. Restano fuori dalla migrazione i clienti con SIM PosteMobile ESP attivate prima del 14 luglio 2014, che continuano a operare sulla rete ex Vodafone Italia.
La nuova rete copre oltre il 99% della popolazione italiana in 4G, con velocità fino a 300 Mbps. Condizioni economiche, modalità di ricarica e canali di assistenza restano tutti invariati.
Come recedere o cambiare operatore
Chi non intende accettare il passaggio sulla rete TIM può esercitare il recesso senza penali e senza costi di disattivazione in qualsiasi momento. Per recedere senza portabilità del numero occorre compilare il modulo “Richiesta di Cessazione Contratto” disponibile nella sezione Assistenza del sito PosteMobile, allegare copia di un documento di identità e inviare tutto via email a info@postemobile.it o per posta alla Casella Postale 3000, 37138 Verona. Chi invece sceglie di passare a un altro operatore mantenendo il numero può attivare la portabilità: il recesso si completa automaticamente al momento dell’attivazione della nuova linea, senza passaggi aggiuntivi.
Offerte PosteMobile per PMI e professionisti
L’offerta business di PosteMobile per PMI e liberi professionisti resta invariata dopo la migrazione. Tutte le offerte sono ora erogate tramite la rete TIM, senza che i clienti abbiano dovuto modificare impostazioni o procedere a sostituzioni.
Il piano di riferimento è il PM Impresa Full Time a 20 euro al mese per SIM (IVA esclusa), canone valido per le nuove SIM attivate: include chiamate e SMS senza limiti verso numeri nazionali, 1 GB di traffico dati in 4G, 100 minuti e 100 SMS verso numerazioni internazionali. Per esigenze di connettività più elevate sono disponibili opzioni aggiuntive:
- l’Opzione Mobile 3GB Business aggiunge 3 GB di traffico dati al costo di 5 euro al mese per SIM;
- l’Opzione Internet 10 Giga porta la soglia mensile a 10 GB al costo di 10 euro al mese per SIM;
- il traffico dati è condivisibile tra dispositivi della stessa SIM, senza costi aggiuntivi per il tethering.
Le aziende con più linee possono costruire una rete mobile aziendale aggiungendo SIM allo stesso contratto. L’assistenza dedicata alle imprese è disponibile al numero gratuito 800.800.160.
Strategia Poste-TIM per le imprese
La migrazione di PosteMobile su rete TIM si inserisce in una mossa industriale più ampia: il 22 marzo 2026 Poste Italiane ha lanciato un’OPAS totalitaria da 10,8 miliardi di euro per acquisire TIM, con closing atteso entro fine 2026 subordinato alle approvazioni delle autorità.
L’obiettivo dichiarato è creare il primo operatore mobile in Italia, combinando l’utenza consumer di TIM con quella di PosteMobile. Per le PMI il piano prevede già iniziative di cross-selling: TIM e Poste stanno valutando offerte integrate per i clienti business nelle aree della telefonia mobile, del cloud e dei servizi assicurativi.
Il marchio TIM rimarrà in circolazione e manterrà la propria autonomia commerciale, secondo le dichiarazioni dell’amministratore delegato Matteo Del Fante. L’eventuale fusione punterebbe a sinergie per circa 700 milioni di euro annui tra ricavi e riduzione dei costi.