La PA digitale in Italia è una realtà in divenire, che si declina in numerosi servizi digitali pubblici perle imprese, per lo più obbligatori. Tra gli obiettivi, avvicinare imprese e professionisti alla Pubblica Amministrazione riducendo i tempi burocratici: in alcuni casi, però, l’approccio non è stato dei migliori (prova ne sono le numerose polemiche sollevate da associazioni e contribuenti). In questo articolo cercheremo di individuare un punto di equilibrio fra eccellenze e criticità, ascoltando prevalentemente pareri e opinioni di imprese e professionisti, di 3 dei più diffusi: DURC, ComUnica e Bilancio XBRL.
Nato per attestare l’assolvimento da parte delle imprese degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti degli Istituti Previdenziali e dei datori di lavoro dell’edilizia in merito alla regolarità contributiva dei versamenti dovuti alle casse edili, il DURC si è negativamente distinto per il lento iter che ne determina l ‘ emissione e, soprattutto, l’invio.
La richiesta si effettua esclusivamente tramite strumento informatico, utilizzando i moduli predisposti da Istituti Previdenziali, Casse Edili ed Enti bilaterali. Il rilascio deve avvenire entro 30 giorni dal ricevimento della domanda dagli Istituti Previdenziali, e da Casse Edili ed Enti bilaterali entro il termine stabilito dalla convenzione.
I vantaggi del DURC? Essenziale per accertare la trasparenza nell’utilizzo di risorse pubbliche, scoraggia anche abusivismo e concorrenza sleale, consentendo l’affidamento e l’esecuzione di opere e servizi in piena regolarità. Per molti imprenditori, però, a nascere già sbagliata è la norma poiché prevede l’invio del documento entro 30 giorni quando, invece, in molti casi e soprattutto in campo edile, sarebbe necessario riuscire ad avere il documento entro 10 giorni.
Altra limitazione del DURC è la validità trimestrale per i lavori privati in edilizia e la carente assistenza al momento dell’invio telematico della richiesta. Il modulo per la richiesta del DURC, infatti, viene visualizzato e compilato a video dall’utente che inserisce i dati utilizzando la procedura informatica relativa allo specifico servizio ed inoltrata attraverso il canale telematico.
Imprenditori e professionisti lamentano inoltre l’impossibilità di stampare il documento tramite Internet. Il DURC, infatti, viene spedito tramite posta raccomandata all’indirizzo indicato dal mittente.
Le conseguenze derivanti dalla consegna di un DURC negativo o dalla mancata consegna tempestiva del documento possono essere in molti casi devastanti o vessatorie per l ‘ impresa: si rischia, infatti, di non riuscire a partecipare a una gara d’appalto o ad iniziare i lavori, e addirittura di vedersi bloccare i pagamenti.
Poi ci sono le situazioni congiunturali: alcuni imprenditori in difficoltà trovano normale che alcuni DURC possano essere negativi ritenendosi legittimati a non pagare con regolarità i contributi a causa della crisi economica: insomma, secondo loro, se c’è qualcuno che non andrebbe pagato a causa della crisi, quello non è il fornitore ma il Fisco!
“Più entusiasti, invece, i professionisti poiché hanno fin da subito hanno interpretato la nuova tecnologia non come un adempimento vessatorio ma come una vera e propria evoluzione migliorativa.”
Ma stiamo scherzando? Sarebbero potuti essere così (prof), ma non lo sono: i softwares di compilazione/invio da utilizzare sono pieni di bugs, spesso senza logiche, per non parlare del sistema di ricezione (servers) degli Enti che sono sempre intoppati da problemi di accesso, ricezione. Si inviano pratiche che anche dopo 4-5 settimane neppure vengono protocollate, e non parliamo di “evase”. IMPRESA IN 1 GIORNO: MA NON MI FATE RIDEREEEEE…!!!!