Adobe Acrobat X, nel nome della sicurezza

di Tullio Matteo Fanti

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I nuovi Adobe Acrobat e Reader X, attesi a partire dal 30 novembre, offrono nuove interessanti funzionalità, tra le quali una sandbox in grado di limitare i danni provocati da file PDF maligni

Adobe ha annunciato il nuovo Acrobat X, nuova evoluzione del famoso programma per la creazione e la consultazione di file PDF. Nonostante le novità introdotte in Acrobat, a suscitare particolare interesse è la nuova edizione di Adobe Reader, al cui interno debutterà la tanto attesa modalità protetta, una vera e propria sandbox in grado di impedire ad eventuali contenuti maligni presenti nei file PDF di danneggiare il sistema o perpetrare truffe di varia natura.

Adobe Acrobat X Pro, disponibile a partire dal 30 novembre al prezzo di 299 euro (139 euro la versione upgrade), si presenta con numerose novità, tra le quali una maggiore attenzione agli strumenti per la collaborazione, routine automatizzate e form interattivi, oltre a nuovi layout, temi e palette di colori. La nuova versione offre inoltre la possibilità di catturare, editare e combinare con facilità elementi presi direttamente dal desktop e incrementare la produttività aziendale attraverso l’integrazione con Microsoft SharePoint.

Adobe Reader X permetterà di inserire commenti all’interno dei file PDF sotto forma di Sticky Notes e di sottolineare passaggi tramite evidenziatore; migliorata anche l’integrazione con browser quali Internet Explorer, Firefox e Safari. Adobe intende inoltre portare il proprio lettore anche su piattaforme mobile Android, Windows Phone 7 e Blackberry Tablet OS.

Tra le novità di Reader X di maggior rilievo v’è il già citato Adobe Reader Protected Mode, una vera e propria sandbox isolata dal sistema operativo e in grado di bloccare azioni potenzialmente pericolose compiute dai file PDF, quali l’installazione di nuovi file, la cancellazione o la manipolazione di elementi del sistema e la modifica di chiavi di registro. Trattasi di uno strumento di enorme importanza in ambito aziendale poichè va a limitare i rischi provenienti dal canale di infezione più utilizzato negli ultimi mesi dai malintenzionati dell’industria del malware: i file PDF.

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