Flash e HTML5: Adobe ama Apple?! Non proprio…

di Noemi Ricci

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Si inasprisce la diatriba tra Apple e Adobe sull'adozione degli standard Web. Pomo della discordia è ancora Flash, ritenuto chiuso e non indispensabile per Jobs. Adobe accusa Apple di limitare la libertà dei consumatori

Continua a viaggiare in Rete l’agguerrita guerra Adobe – Apple. Dopo l’offensiva lanciata da Steve Jobs nei confronti di Flash, la software-house di San José ha risposto con una campagna online nella quale dichiara, ironicamente, il proprio amore per la mela morsicata: «Noi amiamo Apple. Quel che non amiamo è che qualcuno ti privi della libertà di scegliere cosa creare, come crearlo e il modo in cui vivere il Web».

Scontro mediatico tra Flash – lo standard proprietario più diffuso per la visualizzazione di contenuti Internet dinamici, ma che iPhone, iPod e iPad non supporteranno – e quelli alternativi come HTML5.

Steve Jobs ha motivato la scelta nella famosa lettera aperta ad Adobe, affermando che Flash è una tecnologia chiusa e non indispensabile, soprattutto considerando altre e più valide alternative come l’HTML5.

Nella lunga lettera, Jobs definisce Flash inaffidabile e inadatto ai sistemi basati su touchscreen, stroncandolo a tal punto da portare l’Antitrust USA a valutare se aprire un’indagine nei confronti di Apple, per capire se con il suo comportamento stia danneggiando Adobe violando le regole della concorrenza.

Adobe intanto si dichiara sicura che la scelta di Apple non avrà influenze sul suo fatturato, ma in realtà sono già diversi i siti internet, come Facebook, che hanno deciso di abbandonare Flash per rendere i propri contenuti compatibili con i dispositivi Apple.

Adobe ha unito alla controffensiva anche una contro-lettera aperta in cui i fondatori di Chuck Geschke e John Warmock sottolineano che i consumatori dovrebbero essere liberi di avere accesso ai loro contenuti e alle applicazioni che preferiscono, indipendentemente dal tipo di computer che possiedono, dal browser che usano o dal dispositivo che soddisfa i loro bisogni. Chi la spunterà?

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