Mercati digitali alla prova della Privacy

di Cristiano Guarco

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Riservatezza online senza rinunciare ai vantaggi del Web: anche in Italia, utenti e consumatori chiedono più impegno da parte di istituzioni e provider, come emerso dal Privacy Index di EMC.

Gli utenti del Web difendono strenuamente il proprio diritto alla privacy online senza per questo dover rinunciare ai vantaggi di un mondo ormai iper-connesso. A fare il punto della situazione è stato il recente studio di EMC Corporation Privacy Index“, che ha analizzato anche lo scenario italiano.

=> Privacy in rete, le contraddizioni degli utenti

Classifica
Classifica Privacy Index

In Italia, in teoria, si opta per la riservatezza virtuale: vi rinuncerebbe solo il 29%, eppure solo il 41% cambia regolarmente le proprie password e il 33% non ne fa uso per i propri dispositivi Mobile.  Identico discorso per l’e-commerce (l’86% acquista prodotti sul Web) e per l’accesso ai Social Media (li usa il 64% ma l’89% critica la diffusione non volontaria di proprie informazioni personali): eppure l’uso dei Social aumenta nonostante i dubbi sul rispetto della propria privacy e sulla volontà (39%) e capacità (51%) dei provider di riuscire a proteggere i dati personali.

La contraddizione sembrerebbe evidente: si pretende privacy ma non si compie alcuno sforzo attivo per tutelarla. La verità è che i consumatori puntano il dito contro la legislazione: l’88% vorrebbe norme ad hoc per bloccare la compravendita di dati personali senza consenso e solo il 40% ha fiducia nelle istituzioni in questo senso, con l’86% che guarda con pessimismo ai prossimi cinque anni.

Un impasse risolvibile con uno sforzo collettivo, come ha spiegato Marco Fanizzi, CEO di EMC Italia, intervenuto per presentare i dati italiani della ricerca:

“In Italia, gli utenti vivono le stesse contraddizioni degli altri Paesi, con una presenza su Internet e sui Social inversamente proporzionale alla fiducia nella protezione dei dati personali. Il Privacy Index evidenzia però che non c’è limite alle potenzialità della tecnologia, purché tutti i player coinvolti lavorino per incrementare la fiducia degli utenti verso il contesto digitale”.

Fiducia

Jeremy Burton, President Products and Marketing di EMC Information Infrastructure, ha commentato invece la situazione globale:

“Le potenzialità senza precedenti offerte oggi da Cloud e Big Data per promuovere commercio e progressi social si basano su pilastri imprescindibili poggiati sulla fiducia. Le persone non devono solo sapere che i loro dati sono al sicuro, ma che la loro riservatezza è protetta. Il Privacy Index rivela una divergenza di vedute globale su questi temi così critici per la nostra epoca e lancia un segnale di allarme affinché la responsabilità della trasparenza, dell’uso equo, della sicurezza dei comportamenti online e dell’utilizzo responsabile dei dati personali sia condivisa tra aziende, governi e individui.

Per approfondimenti, consulta il Privacy Index

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