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Export online a portata di PMI su eBay

di Barbara Weisz

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Esportazioni in crescita del 36% nel 2015, senza contare il boom atteso per la stagione natalizia: da eBay, dati di mercato e strumenti di e-commerce per l'Export delle PMI.

«Ho iniziato facendo i mercati a Ferrara, oggi vendo da Park Avenue alla Nuova Zelanda», racconta l’imprenditore Paolo Benasciutti raccontando l’esperienza del marchio BenasciuttiCasa su eBay; la Casa del Rasoio di Luisa Scardicchio (Bari) è passata dal rischio di chiusura ad un fatturato di 90mila euro esportando in tutto il mondo grazie al portale di shopping online; l’attività calzaturiera FootLover della famiglia Calabrese di Grassano (Matera) vende oggi marchi italiani in Australia, Germania, Usa e Regno Unito, con il 70% delle esportazioni realizzate tramite marketplace digitale.

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Sono storie di PMI del Made in Italy alla seconda o terza generazione imprenditoriale, che sintetizzano bene il successo in termini di Export registrato dai venditori professionali italiani attivi sul marketplace di eBay: oltre 2 milioni di oggetti esportati in 214 paesi nel mondo nei primi nove mesi del 2015, con una crescita del 36% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. E come aggiunge Claudio Raimondi, General Manager di eBay in Italia:

«il prezzo medio registrato nei primi nove mesi dell’anno è stato di 69 dollari, più di quello dell’anno scorso».

Marketplace

Il 67% degli oltre 26mila venditori professionali con una vetrina su eBay ha esportato prodotti nel mondo. Le destinazioni più gettonate per numero di prodotti venduti sono europee: Germania, Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Spagna e Svizzera. La classifica dei mercati per prezzo medio dei prodotti invece cambia, con la Cina in testa (spesa media di 163 dollari per oggetto), seguita da Arabia Saudita (132 dollari), Corea (124 dollari), Hong Kong e Taiwan (102 dollari).

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Fra i settori che registrano il maggior numero di vendite, Moda, Ricambi e Accessori per auto e moto, Elettronica di Consumo, Casa, Arredamento e Giardino e Collezionismo. Nel 2015, è andato particolarmente bene l’Alimentare, anche grazie al traino di EXPO e alla relativa iniziativa zero commissioni. E in vista c’è il periodo natalizio, che tradizionalmente fa registrare un picco di vendite (nel 2014 oltre 690mila prodotti con un prezzo medio di 73 dollari). Le attese per quest’anno sono di un’ulteriore crescita.

Strumenti

Il marketplace digitale di eBay continua a puntare sulle PMI del Made in Italy che vogliono esportare, con soluzioni su misura: il negozio premium prevede inserzioni nazionali gratuite e la possibilità di crearne per l’estero, mentre la soluzione plus è più costosa ma prevede inserzioni gratuite su molti dei negozi eBay internazionali, quindi più adatta a realtà con un volume di esportazioni più elevato.

La politica del marketplace è sempre la stessa: tariffe d’inserzione basse e commissioni sul valore delle transazioni. La gestione tecnica del negozio virtuale è semplice e il venditore ha a disposizione strumenti professionali di marketing, reportistica, analisi, gestione vendite. 

«Nel mondo c’è una grande voglia di italianità e l’Export rappresenta un’opportunità irrinunciabile per le piccole e medie imprese italiane, soprattutto nel commercio elettronico» spiega Raimondi. «La nostra priorità continua a essere fornire supporto alle PMI italiane, attraverso una vetrina internazionale e tutti gli strumenti necessari a competere in un mercato globale».

I riscontri dei rivenditori sono positivi, come spiega il titolare di Benasciutti Casa, che dal 2009 è passato al commercio online su eBay fatturando oggi 200mila euro:

«eBay è l’unico canale che usiamo per l’Export, che rappresenta il 50% della nostra attività. Riceviamo molte richieste da Australia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti e Emirati Arabi per i marchi italiani firmati o comunque per quei prodotti che rappresentano l’essenza del Made in Italy».

Anche la Casa del Rasoio vende:

«prodotti da collezione e Made in Italy in tutto il mondo, riuscendo a esportare anche in paesi che sarebbe impensabile raggiungere diversamente, come Sri Lanka, Nuova Zelanda e Nord Corea».

Emblematica l’esperienza di Footloover, su eBay dal 2004 (oggi vi lavorano 4 persone e produce l’80% del fatturato) come racconta il titolare:

«allora sapevo a malapena accendere un computer però mi sono bastati cinque minuti sulla piattaforma per capire cosa e come vendevano gli altri e come potevo farlo io». La strategia è focalizzarsi «ancora di più sui marchi Made in Italy per puntare maggiormente su mercati come Russia e Cina».

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